COSCIENZA PLANETARIA
e VILLAGGIO GLOBALE
di Nitamo Federico Montecucco

Proprio questo
Corpo è il Buddha
Proprio questa Terra il Loto del Paradiso.
- Aforisma Zen -
Per la prima volta dallinizio della
storia stiamo assistendo ad un fenomeno che trasformerà radicalmente la vita umana sulla
Terra: la nascita della coscienza planetaria. Con coscienza planetaria intendiamo la
consapevolezza di essere parti attive e interdipendenti di un unico delicato ecosistema,
di ununica multiforme famiglia umana, di ununica grande vita che è la Terra
nella sua complessità.
La coscienza planetaria - come Anima Mundi
- è un concetto che ha radici antiche come la razza umana, e in passato è stato spesso
identificato con una divinità: Gea, Gaia, Madre Terra o Mahadeva o Grande Sprito.
Tuttavia, se ci caliamo nella realtà del remoto passato, possiamo concludere che la
concezione di "Terra" non era certo quella attuale di pianeta sferico;
probabilmente gli esseri umani di quel tempo ne avevano una visione limitata, la
identificavano con il luogo geografico in cui si abitava, con confini apparentemente
illimitati, che si estendevano verso lorizzonte generando una sensazione di mistero,
non conoscibile dalla mente; probabilmente percepivano la Terra come la natura viva e
intelligente in cui ci si trovava ad esistere o come il "Genius Loci" di quella
particolare regione.
Il concetto di pianeta sferico, privato di
ogni sua componente spirituale, nasce dalle scoperte scientifiche e geografiche della
storia recente, che fanno luce sulla reale forma, dimensione e struttura del nostro
pianeta.
Il primo concetto spirituale moderno che
richiama e quasi si sovrappone a quello di coscienza planetaria viene proposto da Teilhard
de Chardin con il termine "Noosfera", dal greco nous, spirito, ad indicare quel
campo di consapevolezza spirituale che si estende oltre la biosfera e latmosfera
terrestre e che rappresenta la somma, e lunità, di tutte le coscienze viventi. Il
concetto di coscienza planetaria nella sua attuale accezione nasce negli ultimi decenni,
in particolare dopo che il primo essere umano lanciato nello spazio a bordo di una
navicella riesce a vedere e fotografare la Terra. Le immagini della Terra vista dallo
spazio - per la prima volta - pubblicate su tutte le riviste del mondo diventano un
simbolo dei tempi e aprono la strada ad una nuova consapevolezza globale, in tutti i campi
del sapere: dallecologia alla medicina, dalleducazione ai diritti umani,
dalleconomia alla ricerca spirituale. Proprio questa nuova ricerca del sacro, dopo
secoli di imperante materialismo, permette di riscoprire gli antichi riti e misteri legati
alla Terra e alla Natura con una nuova base scientifica e culturale. Rivivono e vengono
pubblicati in tutte le lingue i testi sacri e le tradizioni riguardanti le pratiche
sciamaniche, i riti eleusini, i miti di Gaia e Demetra, la venerazione delle divinità
femminili di ogni religione.
Non a caso le immagini del pianeta sono
sottilmente associate alle esperienze spirituali, o meglio transpersonali, degli stessi
astronauti, sia russi che americani. Così ne parla Edgar Mitchell, astronauta
statunitense: "Quando vidi il pianeta Terra fluttuare nello spazio ebbi delle
sensazioni favolose... la Terra era incredibilmente bella, una visione superba, uno
splendido gioiello blu e bianco sospeso sul velluto nero del cielo, dono inestimabile gli
era stato concesso dalla divinità... No, la vita non era dovuta al caso! Percepii queste
sensazioni noeticamente ed ebbi la percezione della realtà nascosta."
Così ne parla Aleksandr Aleksandrov
cosmonauta sovietico: "Stavamo sorvolando lAmerica e improvvisamente vidi la
neve, la prima neve che vedevo da quando eravamo in orbita. Leggera e polverosa, si
confondeva con i contorni del terreno, con i corsi dacqua. Pensai: "Autunno,
inverno, gente che si prepara allarrivo dellinverno". Pochi minuti dopo
volavamo sopra lAtlantico, poi sullEuropa e infine sulla Russia. Non ero mai
stato in America, ma pensai che larrivo dellautunno e dellinverno deve
essere simile in tutti i Paesi e così anche il modo in cui la gente vi si prepara. Fu
allora che mi colpì con particolare forza lidea che siamo tutti figli della Terra.
Non ha importanza quale paese si stia osservando; siamo tutti figli della Terra e la
dovremmo considerare e trattare come nostra Madre."
Il concetto di coscienza planetaria trova
poi una conferma scientifica (e un fondamentale sostegno) nellIpotesi Gaia di Jim
Lovelock, che considera il pianeta come una grande coscienza - Gaia appunto o Gea, Dea
della Terra - un "cervello globale" costituito dallintelligenza di tutti
gli organismi viventi del pianeta, capace di equilibrio, creatività e bellezza.
Purtroppo, in questa grande intelligenza vivente, luomo attuale si comporta
collettivamente come un distruttore inconscio e arrogante, invece di costituire la parte
più evoluta e autocosciente dellintero sistema. Lovelock, come numerosi altri
pensatori della nuova cultura emergente, ritiene che lessere umano necessiti di un
salto verso una concezione più globale e unitaria di se stesso e del pianeta, e che il
salto sia in procinto di accadere.
Sono gli anni ottanta.
Questa nuova coscienza del pianeta prende
lentamente forma e consistenza fino a raggiungere una sua precisa, anche se ancora fluida,
identità scientifica, filosofica e spirituale, estendendosi esponenzialmente nella
cultura contemporanea, e diventando così una sorta di bandiera della nuova visione
olistica emergente.
Oggi "coscienza planetaria" è
sinonimo di consapevolezza dellintero ecosistema vivente, di orientamento alla pace
internazionale, di concezione scientifica sistemica, di responsabilità per la tutela dei
diritti umani, etnici, animali e religiosi, di medicina olistica e tradizionale, di
prospettiva spirituale unitaria e transreligiosa. Giungere a tale visione è stato un
salto di enorme importanza per lintera cultura, ma soprattutto per levoluzione
spirituale umana.
Questo momento di risveglio della coscienza
a livello planetario era stato previsto da molte scuole esoteriche e da diversi pensatori
di tradizioni antiche e moderne che lo hanno descritto come: ''Avvento del nuovo piano di
coscienza", "Rinascita del popolo dellarcobaleno", "Età
dellAcquario", "Nuova Era", "entrata della Terra nella quarta
densità di coscienza". Così lo preannunciava Albert Einstein: "La religione
del futuro sarà una religione cosmica. Dovrà trascendere un Dio personale ed evitare
dogmi e teologie. Abbracciando insieme il naturale e lo spirituale, dovrà essere fondata
su un senso religioso che nasce dallesperienza di tutte le cose, naturali e
spirituali, come parti di ununità intelligente".
Oggi i bambini - nonostante le gravissime
limitazioni educative e ideologiche che molti governi ancora impongono loro - nascono
comunque con la potenziale consapevolezza di essere parte di un unico ecosistema, di
essere cittadini planetari. A volte si dimentica che per millenni le differenti razze,
culture e religioni sono state tra loro in costante antagonismo, a volte in aperto
conflitto. La pace era solo una pausa in attesa di nuove guerre. Le mire più elevate, in
termini di estensione geografica, erano quelle imperialiste; il desiderio di formare
un'unica civiltà attraverso la conquista e la sottomissione delle altre culture.
Romani, greci, mongoli, inglesi, spagnoli,
tedeschi, giapponesi, americani, cristiani, musulmani, ebrei, dittature, monarchie, regimi
comunisti hanno tentato, con sorti alterne, la via della conquista e dellespansione
della propria razza/cultura/religione sulla superficie della Terra. Fino ad oggi, la
cultura che ha raggiunto la massima estensione è il capitalismo: di fatto, ha conquistato
praticamente ogni paese del mondo, di qualsiasi regime o etnia, con la Coca Cola, la
musica, i film e il turismo, imponendo la sua logica di mercificazione industriale della
natura e delluomo, di libera concorrenza, di competizione sociale, di alterazione
dei ritmi biologici, sostituiti con i ritmi dovuti alle necessità produttive. Tuttavia,
grazie allo straordinario sviluppo della tecnologia dei mezzi di comunicazione, dei
trasporti e dei sistemi di informazione e grazie anche al maggiore reddito individuale da
esso derivato, questa massificazione materialista ha permesso di realizzare uno stato di
crescita umana impensabile fino al secolo scorso.
Il massimo stato di espansione di un
sistema, secondo la filosofia taoista, ne decreta l'inevitabile declino. Ad esempio, il
punto di minima invernale può essere assunto come punto di inizio dell'aumento della
temperatura che culminerà nell'estate; così l'apogeo dell'era della frammentazione e
della concezione materialista della vita segna l'inizio di una possibile era di unità e
rinascita spirituale, che trova la sua concezione nella coscienza planetaria e si
concretizza con l'affermarsi della logica del "villaggio globale".
Il "villaggio globale"
rappresenta la realizzazione della coscienza planetaria, il sogno dell'intera umanità: un
mondo di pace, multietnico, libero e tollerante, di scambi e di conoscenze illimitate, di
spiritualità transreligiosa.
La riunificazione di tutte le culture in
un'unica cultura planetaria è un processo epocale che probabilmente continuerà per
secoli, forse per millenni, ma già da oggi è possibile goderne la viva realtà in alcuni
ambiti della più recente cultura: dalle grandi comunità internazionali, ai movimenti
umanitari, al dilagare della spiritualità New Age, a Internet.