Vipassana Cybernetica
Lolismo si identifica nel concetto di crescita globale. In questa
visione ogni atto evolutivo diventa strumento per una salute globale. Essendo corpo,
emozioni, mente e coscienza differenti aspetti di ununità organica, ogni atto di
equilibrio si estende sulla totalità portando aumento di consapevolezza e di benessere
psicofisico. Proviamo ora ad esplorare in modo più scientifico il "campo soggettivo
di informazioni" - che chiamiamo il "nostro corpo" - utilizzando una
classica tecnica di pura osservazione di sé attraverso il respiro la
"Vipassana" - ed un linguaggio cibernetico.
Il corpo fisico o materiale
Quando diciamo "il nostro corpo", cosa vogliamo veramente
dire? Cosa sono la sensazione fisica e il senso di esistere? La nostra cultura quotidiana
ci nasconde delle realtà evidenti quando dice che il "corpo" è fatto di
materia fisica: una massa bruta, pesante e misurabile come un qualsiasi altro oggetto.
Nella comune accezione del termine, il corpo viene ritenuto un qualcosa di complesso ma
stupido, come un automa, una macchina biologica con istinti e desideri, che ogni tanto si
rompe e che i medici aggiustano. Ora cercheremo di modificare questa comune visione delle
cose. Già se applichiamo i dati scientifici della fisica e della chimica, il quadro
inizia a cambiare radicalmente: vediamo come.
Il complesso corpo quantistico
Io, come ogni altro essere vivente, sono ununità complessa
formata da particelle subatomiche, che si muovono a velocità prossime a quelle della
luce, su orbite di grande stabilità ed equilibrio formando atomi e molecole.
"Fantastiliardi" di fotoni vibrano su infinite frequenze elettromagnetiche e si
muovono alla velocità della luce tra questi atomi, scambiando infiniti messaggi e legando
il tutto in una lucente rete di comunicazione elettromagnetica. Miliardi di atomi che si
autoorganizzano in geometrie di rara struttura, ardite ingegnerie genetiche in costante
mutazione che formano le cellule. Il nostro corpo è formato da centinaia di miliardi di
queste unità cellulari in continuo interscambio di energia e informazione tra loro. Una
rete di relazioni di altissima sinergia e complessità, una vera sinfonia di frequenze,
vibrazioni, voci e melodie si fondono in ununica armonia che chiamiamo "il
nostro corpo".
Il corpo cibernetico o cosciente
Ma anche questa visione più corretta del corpo è parziale. In realtà
la scienza ci nasconde qualcosa di basilare importanza sul corpo: ci nasconde la sua
coscienza, la sua intelligenza viva, sensibile e pulsante, la sua esperienza archetipica e
sacra. Ci nasconde che ogni atomo è una piccola unità cosciente e intelligente dalla cui
fusione, in unità sempre più grandi come le molecole e le cellule, viene ad esistere la
nostra stessa vita, lunità cosciente e intelligente che chiamiamo "io",
il frutto dellarmonica fusione di infinite piccole intelligenze, che cooperano, che
si scambiano informazioni ed energia per poter coesistere e creare questo mio
"corpo", un tempio vivente in onore dellevoluzione dellintelligenza
del Tutto che si manifesta attraverso ognuno di noi.
Il corpo sacro: tecniche di viaggio nella coscienza vivente
Sacro è tutto ciò che esiste quando io sono in uno stato di coscienza
silenziosa: quando io stesso mi sento sacro. Allora tutto diventa divino, perfetto così
comè perchè lo vivo come parte integrante dellintelligenza del Tutto. Quando
iniziamo a comprendere ogni unità dellesistenza in termini di Cyber, ossia come
campi di coscienza vivi e pulsanti in cui lenergia e linformazione sono
costantemente in comunicazione e movimento, allora il mondo che ci circonda cambia
completamente. Il corpo diventa parte del flusso di una realtà viva e sensibile, diventa
il centro di una infinita rete di informazioni che dalluniverso arrivano, qui e ora,
a me. Il corpo vive nel presente e continua ininterrottamente a percepire lesistenza
nel presente.
Quando sono realmente in contatto col corpo, il tempo si arresta e
sperimento un continuum di esperienze, in un flusso di informazioni senza sosta, come
un'onda inarrestabile delloceano. Ma se voglio veramente conoscere chi sono, mi
sperimento: mi sistemo in una posizione confortevole, con la colonna vertebrale eretta e
rilassata, le mani appoggiate alle ginocchia, il capo in equilibrio sul collo e chiudo gli
occhi. Entro dentro di me... fermo i pensieri e pongo tutta la mia attenzione consapevole
sulle sensazioni dellistante presente, sento tutto il corpo come una cosa unica, che
pulsa e respira. Questa antica tecnica buddhista chiamata Vipassana è il metodo più
semplice, innocuo ed enormemente utile per conoscere se stessi ed evolvere, e che tutti
possono facilmente sperimentare anche da soli.
La testa
Allinizio mi sento quasi sempre molto "nella testa",
a volte i pensieri sembrano un programma radio inarrestabile... ma pian piano, senza
sforzo, io riporto lattenzione al mio corpo e respiro e mi sento presente a me
stesso... fino a che la mente tace. Questa sensazione di esserci, di essere consapevole di
esistere, si può facilmente sperimentare anche ad occhi aperti ed è una delle
caratteristiche fondamentali di ogni tecnica di ricerca e di evoluzione; viene chiamata da
Gurdjieff: "ricordarsi di sé". Da questo spazio di consapevolezza inizio
lesplorazione, sento il mio corpo respirare... senza minimamente alterarne il ritmo
o i tempi e godo di questa sensazione... come di un flusso di cibo gassoso di cui il corpo
è tremendamente ghiotto (e basta restare alcuni istanti senza respirare per
accorgersene). Quando anche questa sensazione è raggiunta e stabilizzata, allora inizio
la tecnica della discesa dalla testa al cuore, alla pancia. Inizio a sentire il respiro
appena fuori dalle narici e, molto lentamente, lo sento salire dalle narici, senza fretta;
quando giunge alla radice del naso, mi fermo parecchi minuti perchè entro in una
situazione di particolare benessere e centratura. Poi dalla radice del naso il flusso
daria si muove indietro e verso il basso. Lo sento espandersi a tutta la fronte e
alla testa fin dietro alla nuca e al collo, altre volte scende più decisamente lungo la
gola e il collo. A volte nella testa vi sono aree che non percepisco affatto, come aree
buie, spente.. lì mi soffermo finchè non ritorno a sentirle ben vive e unite al resto di
me. Spesso percepisco forti tensioni anche nel collo, sento che in questa zona ci sono
molte sensazioni tratttenute, respirandoci dentro e muovendomi dolcemente le libero e
sento il collo che si espande meglio.
Il cuore
Poi il respiro scende al torace e la mia attenzione entra con questo
flusso nella parte centrale del mio corpo. È un particolare piacere sentire il torace
espandersi e riempirsi daria ossigenata e, senza posa, svuotarsi ed eliminare
residui gassosi di carbonio... godo quando, a volte, percepisco il centro del petto, il
cuore pulsante... il vero centro. Emozioni di tristezza e di gioia si celano in quel punto
magico e quando le prime sono in eccesso, quando cioè il dolore del nostro vivere è
troppo pesante, non sento più il cuore, come se fosse coperto da un velo, da una nube
grigia, o come se al suo posto ci fosse solo un buco vuoto. In questi casi piango e lascio
uscire langoscia o la malinconia che inconsciamente ho trattenuto nel mio cuore. La
sensazione di cuore libero per me è come la sensazione di quando da bambini finiva la
scuola e ci si ritrovava soli, in un pomeriggio di giugno sotto un grande albero del parco
o in un angolo verde, senza nulla da fare, liberi di essere senza meta e quindi presenti a
se stessi e al momento magico e silenzioso, mentre lo sguardo si sentiva rapito dal sole
che passava tra le foglie diventando luce verde e dorata... come il cuore che gioiva di
esistere.
Quando il cuore è aperto, sento un'onda di piacere silenziosa e lenta
che si espande al petto, alle spalle fino a scendere alle braccia e a scaldarmi le mani.
La pancia
E dal petto lattenzione segue il flusso del respiro che,
superando il valico del diaframma, giunge alla pancia. Se il diaframma è troppo teso,
laddome rimane zona morta o appena percepita, allora bisogna lavorare col massimo di
consapevolezza possibile per cogliere le minime sensazioni e iniziare il lavoro di
riconnessione e di risensibilizzazione. La pancia è uno spazio sacro... quando il respiro
vi fluisce liberamente si sperimenta una porzione del nostro essere di grande profondità
e silenzio, densa di sensazioni lente e piacevoli. La pancia è il centro del nostro corpo
connesso con la vita più primitiva animale e vegetale. Quando la sensazione del respiro
si è stabilizzata, noi siamo ad un livello di onde cerebrali lentissimo, siamo come un
vegetale, come una quercia con le nostre gambe/radici verso il suolo, la nostra
colonna/tronco eretta, le nostre braccia/rami in fuori con le mani/foglie rilassate, e con
il capo/bocciolo aperto verso il cielo.
Il tutto
La sensazione di quando sono centrato nella pancia è di totale unità
e pace... solo lì sperimento la totalità del mio corpo come un tutto vivo, non sento a
volte più nemmeno i suoi limiti, come se la pelle si fosse trasformata in qualche cosa di
evanescente, come una nuvola, unaura che si espande molto al di là dei miei confini
fisici. A questo punto dal coccige, la "radice" dellalbero della
coscienza/corpo seduta sulla madre terra, sento lintera colonna, come una luce
fluida e stabile connessa con la sommità della testa... con il "fiore" aperto
sul Cosmo e mi sento vasto e.. stando in quello stato di grande e sottile piacere di
esistere perdo il mio "io"... il respiro si rallenta e si arresta... dimentico
il mio centro e sperimento linfinita dimensione del vasto nulla cosciente...
loceano dellesistenza in cui tutti esistiamo... il divino corpo del Tutto.