IL VILLAGGIO GLOBALE
DI MC LUHAN
di Silvia Basso
Zendali
Il concetto di "villaggio
globale" fu introdotto per la prima volta nella storia del pensiero da Marshall Mc
Luhan, lo studioso canadese delle comunicazioni di massa, nel suo scritto del 1964
"Gli strumenti del comunicare" (titolo originale "Capire i media").
Inventore di una metafora divenuta ora
espressione di unepoca, quella contemporanea, definita dallautore
"elettrica" in contrapposizione alla precedente, "meccanica", che ha
caratterizzato il secolo scorso ed è destinata ad un inarrestabile declino, Mc Luhan, in
questo saggio, descrive il mondo con la sensibilità di chi ormai è attore e spettatore
di unera che "ha ridotto il globo a poco più che un villaggio e, riunendo con
repentina implosione tutte le funzioni sociali e politiche, ha intensificato in misura
straordinaria la consapevolezza della responsabilità umana".
Il mondo si mostra, così, al nostro
sguardo, incluso in un unico ampio spazio, di cui rappresenta lespressione nel suo
significato più vero: una realtà vivente dispiegata in ogni suo punto sotto il medesimo
orizzonte. Questa dimensione, anche se allapparenza può risultare ristretta nei
suoi confini, fa più piccola e familiare rispetto allimmagine misteriosa e
sconosciuta che ancora la nascondeva e proteggeva fino a qualche decennio fa, mai come nel
tempo presente si manifesta tanto ricca di scambi, influenze e confronti tra tutte le sue
parti improvvisamente vicine e collegate luna con laltra.
Proprio la simultaneità e la possibilità
continua dei contatti e dei rapporti di tutti gli esseri di questa realtà, dun
tratto ci impongono un risveglio a noi stessi, ci obbligano a togliere il velo che tanto a
lungo ha celato la nostra vera identità.
Quello che ad una prima lettura potrebbe,
allora, sembrare il consueto discorso sui media, si trasforma invece per Mc Luhan in un
impegno di ricerca di contenuti di natura filosofica, di derivazione esistenzialista,
quali la verità ed il valore; termini importanti questi, dal sapore antico e mai così
attuali, se il nostro autore non esita a scrivere, ad un certo punto del suo libro, che
nellepoca attuale "le poltrone dei dirigenti vengono occupate da dottori in
filosofia".
Infatti, sottolinea lo scrittore
nellintroduzione, "laspirazione della nostra epoca alla totalità,
allempatia e alla consapevolezza in profondità è un complemento naturale della
tecnologia elettrica".
Il nostro pianeta si presenta nella nostra
era, considerato da questa prospettiva, come teatro della "ribellione contro gli
schemi imposti. Siamo divenuti improvvisamente ansiosi che cose e persone dichiarino
totalmente la propria natura. Deve potersi riconoscere in questo nuovo atteggiamento una
fede profonda, che tocca larmonia fondamentale dellintero essere".
E alla luce di unintensa
trasformazione morale dellessere umano (e non di esso solo), quindi, che questo
libro è stato scritto, collocandosi in tal modo allinterno di un percorso teorico
di carattere quasi escatologico, che ha come fine programmato la ricerca del
"principio dellintelligibilità".
Con lavvento dellera elettrica,
dellinformazione allo stato puro, un altro principio regolativo dellesperienza
che si gioca nello scenario globale emerge in primo piano, quello
dellinterconnessione continua ed onnipervasiva che collega ed anima ogni evento e
realtà del mondo, poichè nulla di ciò che accade risulta, ad una riflessione attenta,
privo di ripercussioni sul disegno totale, al punto che "la distruzione di qualsiasi
parte dellorganismo può risultare fatale per il tutto", soprattutto in un
momento storico in cui "la velocità elettrica mescola le culture della preistoria
con i sedimenti delle civiltà industriali, lanalfabeta con il semianalfabeta e con
il post-alfabeta"; il tutto dispiegato davanti ai nostri sensi e non solo ormai ai
nostri occhi (antico retaggio di una cultura fredda e distaccata quasi al tramonto), in un
Multiversum comprensivo di differenti ritmi temporali sia storici che naturali, tutti
comunque simultaneamente presenti ed agenti.
Sì, perchè nellera elettrica
"abbiamo come pelle lintera umanità".
"La prospettiva immediata
delloccidentale alfabeta e frammentato che si scontra con limplosione
elettrica allinterno della sua stessa cultura è la sua trasformazione rapida e
continua in una persona complessa e strutturata in profondità che si rende emotivamente
conto dei suoi rapporti di interdipendenza con il resto della società umana."
Luomo contemporaneo ha così un
compito morale: ricomporre la sua figura totale, ricostituire la sua vera identità,
profonda e completa, recuperando i frammenti di sè proiettati allesterno per tutti
i secoli che hanno contraddistinto la precedente, fredda e parcellizzata, cultura
alfabetica. Un compito arduo ed impegnativo, non più prorogabile nel tempo, di
ricomposizione delle energie psichiche e sociali attraverso un processo di implosione
elettrica, che si sostituisce a quello di esplosione appartenente già al passato e che
ha, per il nostro autore, tutte le caratteristiche di una fusione nucleare: "non è
infatti una lenta esplosione dal centro ai margini, ma unimplosione improvvisa e una
fusione tra spazio e funzioni. La nostra civiltà specialistica e frammentaria, con
struttura centro marginale, vede improvvisamente e spontaneamente tutti i suoi frammenti
meccanizzati riorganizzarsi in un tutto organico. E questo il nuovo mondo del
villaggio globale."
Il senso del tatto in questo discorso
sembra essere, più degli altri, deputato ad attuare nella nostra vita interiore un ruolo
unificatore al di là dello stato di disintegrazione che ci aveva isolato dal contatto con
noi stessi, e questo gli artisti lo sanno bene, come una parte importante dellarte
del Novecento testimonia. Lautore si interroga a fondo sulla funzione particolare di
questo senso, chiedendosi se, oltre ad essere costituito dal rapporto reciproco di tutti i
sensi, esso non sia addirittura "la vita stessa delle cose nella mente".
Per Mc Luhan è proprio lartista ad
incarnare la figura ideale di interprete e guida di questa difficile epoca di transizione,
in quanto "lartista è sempre impegnato a scrivere una minuziosa storia del
futuro perchè è la sola persona consapevole della natura del presente." Inoltre
"Lartista è luomo che in qualunque campo, scientifico o umanistico,
afferra le implicazioni delle proprie azioni e della scienza del suo tempo. E
luomo della consapevolezza integrale."
Il concetto fondamentale della
consapevolezza a questo punto entra in scena: "Una volta raggiunta una frammentazione
estesa al mondo intero, non è innaturale pensare ad una integrazione negli stessi
termini....Ma ciò che abbiamo oggi non è una coscienza sociale elettricamente ordinata,
bensì una subcoscienza individuale o un punto di vista individuale rigorosamente
determinato dalla vecchia tecnologia meccanica. E una conseguenza ben naturale di un
ritardo o di un conflitto culturale in un mondo sospeso a metà tra due tecnologie."
Data limportanza e lampiezza
degli elementi in campo, lesito positivo di questo processo di integrazione a
livello planetario, lungi dallessere garantito, rappresenta forse la sfida più
grande che la nostra civiltà si trova ad affrontare nella sua storia plurisecolare.
Per questo motivo dobbiamo nuovamente
raggiungere "il cuore delloscurità tribale", pervenire alla nostra
"Africa interna" là dove "il carattere istantaneo del movimento elettrico
dinformazione non allarga la famiglia umana, ma la coinvolge nella vita coesiva del
villaggio"; perchè "luomo alfabeta, luomo civilizzato, tende a
restringere e a rinchiudere lo spazio nonchè a separare le funzioni, mentre luomo
tribale aveva liberamente esteso la forma del suo corpo in modo da includere in essa
luniverso. Agendo come organo del cosmo, egli accettava le sue funzioni fisiche come
modi di partecipazione alle energie divine."
Il recupero della capacità di
sintonizzarsi con ogni elemento delluniverso vivente, che già esiste nella memoria
storica, ci aiuta a rendere di nuovo totale nelle sue funzioni la nostra più vera natura
di esseri umani, rimasta per troppo tempo sacrificata e impedita dallesprimere tutte
le sue potenzialità. "E anche possibile" - prosegue lautore -
"che lestensione elettrica del processo di coscienza collettiva, creando una
coscienza senza pareti, possa rendere antiquato il muro del linguaggio. I linguaggi sono
balbettanti estensioni dei nostri cinque sensi, in varie proporzioni e in varie lunghezze
donda. Una simulazione immediata della coscienza supererebbe il discorso in una
forma di massiccia percezione extra - sensoriale" poichè "Il linguaggio separa
di fatto luomo dalluomo e lumanità dallinconscio cosmico."
Il nostro mondo si viene così configurando
come un mosaico vivente dal disegno nuovo, che rinasce in parte da un passato mai
completamente dimenticato, capace di dare nuove finalità ad antiche funzioni umane
percettive e conoscitive; un mondo in cui si accresce sempre più il bisogno di sapere, di
essere informati e di comprendere la realtà complessa che ci circonda, al punto che, in
esso: "nostra preda è la conoscenza e la comprensione dei processi creativi della
vita e della società".
Luomo elettrico o ecologico, come lo
definisce Mc Luhan, è luomo del campo totale, colui che vive in unepoca nella
quale "la nuova tecnologia elettrica è tendenzialmente organica, anzichè meccanica,
in quanto estende, anzichè gli occhi, il nostro sistema nervoso centrale a tutto il
pianeta". E "su un pianeta ridotto dai nuovi media alle dimensioni di un
villaggio, persino le città appaiono strane ed eccentriche, forme arcaiche già ricoperte
da nuovi modelli di cultura."
Si formano così gradualmente ma
velocemente le premesse per un rinnovato rapporto autentico con la natura, essa stessa
organismo vivente, madre di tutti gli esseri che popolano la terra, di noi uomini, ormai
cittadini del mondo, che possiamo infine, con lausilio delle tecnologie più
moderne, sentirci a casa, in patria, in ogni punto del globo.
Luomo "nuovo", non più
costretto a vivere rinchiuso nei ghetti urbani, può riaprirsi finalmente ad una
condizione di vita più completa, sacra, e può cercare di ricomporre, non solo a livello
mentale, la scissione ormai millenaria che ha lacerato la natura ed il corso della storia
dellOccidente nei due poli perennemente contrapposti del soggetto e
delloggetto, dellinterno e dellesterno, della natura e della cultura, in
ununica dimensione simbolica che unisce in sé tutta la ricchezza
dellesistenza. Perchè: "Nell' implosione dellera elettrica la
separazione tra pensiero e sensazione finisce per sembrare strana quanto la frantumazione
della conoscenza nelle scuole e nelle università. Tuttavia fu proprio la capacità di
separare il pensiero dallemozione e di agire senza reagire che liberò luomo
alfabeta dal mondo tribale degli stretti legami familiari nella vita privata come in
quella sociale."
Lattuale tentativo di
spiritualizzazione della realtà si rende possibile, quindi, solo al termine di un
faticoso ma necessario processo millenario di individualizzazione dellessere umano,
che introduce allautentica convivenza pacifica di tutti nel consorzio mondiale
dellumanità.
Si evidenzia così la nostra posizione di
figli di unepoca che ci chiede sempre più insistentemente di recitare fino in fondo
la nostra parte nella vita, in quanto noi stessi creatori di storia, e di essa, quindi,
responsabili.
I grandi cambiamenti dei paradigmi
scientifici avvenuti nel nostro secolo hanno, infatti, prodotto un totale capovolgimento
del punto di vista da cui osservare il mondo e le esperienze che lo abitano, soprattutto
nella fisica, che ha visto dissolversi le stesse basi sulle quali poggiava dal tempo della
sua nascita. La rivoluzione einsteiniana, in seguito alla quale tempi e spazi non appaiono
più continui e uniformi come il senso comune era abituato a percepirli, ha aperto la via
ad un nuovo modo di intendere la realtà, per cui "da quando abbiamo acquisito
qualche conoscenza in fatto di elettricità non è più possibile parlare degli atomi come
di particelle di materia".
Lera elettrica ha unificato il campo
dellesperienza, che risulta così collegato in ogni suo punto. E' il campo
elettromagnetico il grande regista della danza dei suoi elementi, che non si intrecciano
in maniera casuale, bensì seguono la legge di risonanza che tutti li anima, e ricercano
la coesione per costruire i mattoni con i quali lantico spirito della materia degli
alchimisti edifica la trama del mondo.
"Oggi molti sono i biologi che
considerano lorganismo fisico una rete di comunicazioni. Mentre tutte le tecnologie
precedenti avevano infatti esteso parti del nostro corpo, si può dire che
lelettricità abbia esteriorizzato il sistema nervoso centrale, cervello compreso. E
il sistema nervoso centrale è un campo unificato praticamente senza segmenti."
Noi, uomini e donne del ventesimo secolo,
facciamo tutti parte di un unico organismo che nulla esclude nel continuo gioco di rimandi
delle sue molteplici parti in campo: "Noi viviamo oggi nellera
dellinformazione e della comunicazione perchè i media elettrici creano
istantaneamente un campo totale di eventi interdipendenti ai quali partecipano tutti gli
uomini. Ora questo mondo di azioni reciproche pubbliche ha la stessa interdipendenza
onnicomprensiva e integrale che aveva sinora caratterizzato soltanto i nostri sistemi
nervosi individuali. Questo perchè lelettricità ha carattere organico e rafforza
il legame sociale organico mediante il suo impiego tecnologico nel telegrafo, nel
telefono, nella radio e in altre forme" - e qui il nostro autore inserirebbe
sicuramente anche internet - ." La simultaneità della comunicazione elettrica,
tipica anche del nostro sistema nervoso, rende ognuno di noi presente e accessibile ad
ogni altra persona esistente al mondo."
In questo processo di trasformazione, si
viene a creare una rete di informazione globale estesa a tutto il pianeta, che possiede i
tratti del nostro sistema nervoso centrale, essendo costituita da un campo unificato di
esperienza; come accade nel cervello individuale, essa comunica attraverso la
sincronizzazione istantanea di tutte le sue operazioni: ed è la luce ad illuminare il
campo totale.
Concludo, giunta ormai al termine di questa
breve visita nel "villaggio globale" di Marshall Mc Luhan, con due ultime frasi,
appartenenti ai capitoli finali del suo testo, che trovo particolarmente significative per
il tema del nostro libro:
"Lera elettronica è
letteralmente unepoca di illuminazione", la natura stessa
dellelettricità è "pura informazione che, nella sua applicazione pratica,
illumina tutto ciò che tocca. Qualsiasi processo che si avvicini allazione
reciproca istantanea di un campo totale tende ad elevarsi al livello della
consapevolezza..." .
Queste parole, soprattutto con il loro
richiamo al valore della consapevolezza, ci fanno riflettere a fondo: forse, non è un
caso che nella nostra epoca si torni con tanta insistenza a parlare in senso spirituale di
"illuminazione", quasi che la direzione e lordine stesso
dellevoluzione del mondo debbano ad essa inevitabilmente condurre.
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QUESTO PROGETTO E' STATO
COFINANZIATO DALLA COMUNITA' EUROPEA
F.E.S.R. Fondo Europeo di Sviluppo Regionale |
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