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IL MITO DEI CYBER
- Dallo Zero Abissale, all'Amore, all'Uno Infinito -
Favola scientifica sull’evoluzione della coscienza


Ta'aroa, il Creatore di Ogni Cosa, abitava in una conchiglia.
Questa conchiglia sferica, simile ad un uovo, girava nello spazio infinito.
Non esisteva né cielo, né terra, né luna, né stelle.
Poi Ta'aroa con una scossa uscì dalla conchiglia
e trovò solo oscurità e silenzio.
Era completamente solo
e decise di ritirarsi in una nuova conchiglia per molte eternità.
Quindi intraprese la sua opera di creazione.
Con le conchiglie creò il Cielo e la Terra, poi scosse le sue
piume rosse e gialle che cadendo sulla Terra presero
la forma di alberi, di foglie e mazzi di piantaggine.
Mito delle Isole della Società, Oceano Pacifico

Il mito dei tempi mitici

Sono giunto alla conclusione che qualche cosa deve cambiare dello spirito umano. Nel nostro mondo multipolare dobbiamo poter creare un nuovo rinascimento dalle radici comuni delle culture e delle religioni. Vaclav Havel, presidente della repubblica Ceca

Viviamo in tempi storici, anzi "mitici", ciò che sta avvenendo ora non ha precedenti: siamo al "punto di svolta" tra i mondi, stiamo assistendo al tramonto della storia e all’aprirsi di un nuovo "orizzonte degli eventi". È la primavera di un'era planetaria, il germoglio dell’Aquario. Il nostro vivere e la nostra coscienza - oggi - determineranno l’andamento della storia dei prossimi millenni.

Fermiamoci dunque... ora... proprio in questo istante di tempo, e risvegliamoci! Riprendiamo in mano il timone della nostra vita, rivoluzioniamo il nostro pensare e illuminiamo la nostra coscienza.

Più intensamente viviamo, più il mondo ne sarà trasformato. Ma cosa creare, nella nostra visione, che sia come un buon seme che fertilizzi, di bellezza e di senso, il nostro povero mondo sconsolato e diviso? E cosa potrebbe esserci di potenzialmente più rivoluzionario di un gioco e di più dolce di una fiaba?

 

Il gioco della coscienza del mondo

L'evoluzione della coscienza planetaria è il nuovo imperativo per la sopravvivenza umana su questo pianeta. Ervin Laszlo, Manifesto nello Spirito della Coscienza Planetaria

Notte tarda del 3-4 d’Agosto 1990, Pomo Rosso, luna piena.

"Non è rimasto molto tempo per questo pianeta - disse Alice - occorre che si evolva! Perchè non creiamo, ora, uno strumento di conoscenza globale che sia semplice come un gioco e complesso come l’esistenza!?"

E nella verde mente di Kermit iniziarono istantaneamente ad illuminarsi una molteplicità di flussi di idee.

"Allora saremo costretti, nonostante l’ora tarda - disse lui senza pensarci su neanche un istante - ad iniziare il mito del Cyber: una favola complicata, piena di misteri e immagini... la storia di come il vuoto generò le trottole autocoscienti."

"Oh sì, dai - si affrettò Alice drizzandosi e illuminandosi gli occhi - iniziamo subito! Chi è l’eroe della storia?"

"Bene, il protagonista della favola sei proprio tu... tu come coscienza... questa è la storia della tua stessa coscienza che in questo istante sta conoscendo questa antica favola. La nostra coscienza vivente si è evoluta dagli inizi dei tempi, trasformandosi in infinite forme e intelligenze senza fermarsi mai. La favola racconta queste mutazioni, è un gioco di visioni, come un film ad occhi aperti in cui tu sei al centro della storia... una perenne trasmutazione dal vuoto, al fotone, all'atomo e poi alla cellula, all'animale e all'essere umano... e nulla muore mai. Ma cominciamo dall’inizio!"


LA MATRICE ZERO

IL NULLA ABISSALE DELLE ORIGINI

 

All’inizio era il nulla,
e il nulla non aveva nome.
Chuang Tzu

Synchronic overture

All'inizio vi era Quello, fatto di tenebre, indistinto, senza caratteristiche, inconoscibile e come totalmente assopito. Dalla "Chandogya Upanishad"

"All’inizio - disse Kermit sottovoce, prendendola per mano - l’Infinito Tutto era Uno. E un’istante prima dell’inizio era Zero. Ma il bello di questa storia è che vuole che tu diventi veramente il protagonista e quindi devi sperimentare direttamente ciò che ti narro.

Prova quindi a chiudere gli occhi, senti l’onda sottile del respiro che pulsa nel ventre e lasciati andare nel più profondo fondo della tua giovane coscienza, senza dormire! Lì, dove solo regna il silenzio e dove anche la solitudine scompare perchè, in quel vuoto, neppure tu sei rimasta... come quando la luce tramonta e tutto scompare nel buio... ci riesci?".

Alice si era già abbandonata, giù giù dentro di sé, dove il sonno riposa e dove, per un po', fu coscienza vuota: in quella presenza si dimenticò di esistere... Il tempo ritornò zero... Tutto si sciolse nel silenzio. Piano poi il suo respiro risalì, Alice si ricordò del corpo e aprì gli occhi proprio mentre li stava riaprendo anche Kermit.

"Ecco, proprio così! - le disse guardandola negli occhi ancora silenziosi e vuoti - Tutto era proprio così. Questo è il Tempo Zero, il mitico "Ti con 0" sempre presente in noi, in Oriente lo chiamano meditazione o vuoto interiore. E ora che ci siamo sincronizzati tra noi sul vuoto, andiamo avanti con la fiaba."

 

Il periodo zero nero, tutti i colori del nulla

Il Cielo e la Terra e le Diecimila Creature sono generate dall’Essere. L’Essere è generato dal Non Essere. Lao Tzu

Tarda notte...

"C’era una volta il Nulla, vuoto e senza dimensioni: né spazio né tempo; e il nulla era Zero. Non essendoci differenze non era necessaria la mente.

Il vuoto era uno stato ben conosciuto da tutti i saggi che, nelle loro antiche cosmogonie, l’hanno chiamato Indifferenziato, Pralaya, Grande Vuoto, Oceano di Nulla, Sonno Cosmico, e con altri bizzarri nomi.

In quello stato vi era coscienza senza contenuti, come nel coma più profondo; non c’erano differenze e quindi non c’erano informazioni. Tutta l’informazione dell’Universo (anche se sarebbe più corretto chiamarlo Zeroverso) era racchiusa in un unico Zero, un’infinità indivisa di zeri che si rispecchiavano nel loro vuoto. È la base della matematica: Zero per Zero uguale a Zero.

In quel vuoto c’era tutto, c’era la potenzialità di ogni cosa, c’eravamo anche io e te, e la nostra coscienza e la vita di questa quercia che di giorno ci fa ombra e la rugiada del primo mattino e il tuo sentimento quando la vedi brillare attraversata da un raggio iridescente di luce del sole... c’era tutto, anche il vento e le stelle e tutte le vite che vivono e tutta quanta la coscienza che esiste nell’intero universo.

"Ah ... davvero? Ma come può stare tutto questo nel nulla?" rispose guardandolo dubbiosa Alice.

"Per entrare nel vivo della storia, devi capire che quando studiamo scientificamente le caratteristiche del vuoto, analizzandolo attraverso la costante di Planck, uno dei mattoni della fisica quantistica, scopriamo che, con il tempo e lo spazio a zero, il vuoto ha potenzialità infinita... infinita, capisci! Pensa: anche in questo nostro universo materiale, la quantità del vuoto è infinitamente maggiore del pieno, e ogni punto vuoto ha pure potenzialità infinita.

Immagina quindi che coscienza deve avere un infinito vuoto con potenzialità infinite: gli esseri illuminati di sesta densità di Venere l’hanno da sempre chiamato Intelligence Infinity."

 

Sacro zero

Perchè quando è il nulla, assolutamente il nulla,

allora è tutto. D.H.Lawrence

"Per questo il vuoto è sempre stato sacro.... e tu puoi ritrovare il vuoto in ogni dove, nell’enorme spazio che c’è tra il nucleo e gli elettroni di ogni atomo così come nell’intervallo tra le parole o tra i pensieri... mh... capisci?"

"Quel vuoto lì è come un’elemosina vicino al grande vuoto", rispose Alice con l’aria di un’esiliata... poi vedendo che Kermit la guardava sconsolato, e il silenzio si prolungava, e la storia poteva anche finire lì, disse: " però forse c’è un mezzo per risalire nel grande vuoto della completezza. Prendiamo pure un animale pesante, un ippopotamo che si rotola nella fanga di un fiume africano; se mi arrampico nel vuoto del suo grande sbadiglio come su uno scalino, e salgo nello spazio del battito d’ali del colibrì che gli sta sopra... e mi infilo nel piano intersecante che passa dal frullo d’ali, in tre passi sono già arrivata alle pure figure geometriche, silenziose e trasparenti... contenitori dell’equanimità... poi una bolla di sapone buca il piano trasparente, e la bolla colorata ha un centro.

Ecco! Sono ritornata al punto! Ma più di questo non si può farè."

 

L’alchimia interiore: diventare zero

Il vuoto è la porta del Tutto. Osho

"Stupendo! - riprese Kermit lisciandosi il mento con le dita - fino al punto, al centro della bolla trasparente della propria coscienza, ci si può arrivare con l’intuizione e l’immaginazione. Questo perchè l’"io", ossia la coscienza di sé, è cosa ovvia: hai mai messo in dubbio di essere te stessa?

Di essere "una" ragazza, "una" coscienza unica e individuale? Solo nella malattia della mente si può credere di non essere uno ma due, o molti... Per questo Cartesio assumeva il "cogito ergo sum", "ho coscienza quindi esisto" come punto di partenza per qualsiasi considerazione.

Ma dietro l’esperienza del Sé, quando veramente ti chiedi qual è la natura del tuo "io", lì scopri il divino. Per andare oltre il sé, nel vuoto interiore, ci vuole pazienza e "tempo senza tempo". È il grande segreto che una volta veniva gelosamente custodito dai saggi: quel vuoto non può essere compreso né con la fantasia dei pensieri né con l’intuizione... non è sufficiente... è uno stato oltre la mente! Tu stessa devi diventare quel vuoto! Puoi trovarlo sempre dentro di te, quando fermi i pensieri e la mente... come hai fatto prima... ma restandoci più a lungo... molto di più, fino a che la coscienza tocca il "punto zero" e diventa zero, una sola cosa con tutti gli zero, e sarà partecipe della vastità silenziosa. Tu puoi, dal vuoto, trasformare il lucido e pesante metallo dei tuoi pensieri nell’esperienza dorata del distacco e della libertà."

"...e perché oggi il segreto non è più custodito?", chiese Alice dispiaciuta.

"E' semplice - fece Kermit scuotendo la testa - perché gli uomini sono così presi dal mondo fuori di loro che non sono più interessati ai misteri della coscienza interiore... Non hanno più tempo per queste "sciocchezze" e poi nessuno è più capace di fermare la propria mente così a lungo da far accadere l’alchimia interiore che riapre il vuoto... purtroppo è così... ma ora è veramente troppo tardi, vieni, andiamo a letto."

Alice prese Kermit per mano e in silenzio se lo portò via.


LA MATRICE UNO

LA LUCE CHE VEDE SE STESSA

L'UOVO DORATO DELL'AUTOCOSCIENZA

Al principio del mondo,
la Dea - Durga - era sola.
Ella depose l'Uovo del Mondo.
Dalla "Bhavricha Upanishad"

L'Uovo Vuoto Cosciente: la matrice ancestrale

All'inizio il Cielo e la Terra, Izanagi e Izanami, non erano separati; insieme formavano un caos che assomigliava ad un Uovo con al centro un germe. Mito cosmogonico giapponese

Era piovuto e tuonato tutta la notte e ancora pioveva... Kermit e Alice erano ancora a letto a coccolarsi. "Beh... e il vuoto...!? Come avvenne la prima creazione?" disse d’improvviso Alice.

"Dunque... ricominciamo: ciò che esisteva, prima dell’inizio del tempo e dello spazio, era un indistinto stato di totale stasi e silenzio, senza spazio né tempo, proprio come hai fatto esperienza anche tu nel vuoto della tua coscienza. Poi accadde qualcosa di incredibile, di meraviglioso, da cui dipende il fatto che esistiamo: quell'Infinito Zero Vuoto divenne consapevole di esistere, la sua coscienza addormentata si risvegliò e seppe di essere illimitata, senza confini e quindi Una: Una Infinita Coscienza. L’Oceano di Silenzio, oscuro come l'inconscio, divenne trasparente a se stesso, "si vide" e si illuminò di consapevolezza. Il Vuoto si conobbe nella sua unità infinita e si amò. Luce e Amore, Amore e Luce. Tutto era ancora silente e immoto, esattamente come quando tu, Alice, ti risvegli la mattina, con le palpebre ancora chiuse, nella quiete del riposo, ancora senza pensieri e senza movimento alcuno, d'improvviso ti ricordi di esistere, senti di esserci... e nulla si muove. Coscienza Vuota Infinita: questa è la matrice da cui si è creata la nostra intera esistenza. Lo Zero e l’Uno: i primi numeri, le matrici ancestrali del codice binario della cybernetica olistica."

 

La grande Cybernesi

Non vi era l'essere, non vi era il non essere in questo tempo. L'Uno respirava senza soffio, animato da se stesso: nient'altro esisteva. Dal "Rig Veda"

"Così dalla Coscienza Risvegliata del Vuoto, da questo Zero-Uno consapevole di sé e infinitamente amorevole sorse spontanea l'intelligenza creativa. La Luminosa Coscienza Infinita decise forse di giocare con se stessa, frammentandosi in infiniti punti di luce-amore, decise di dividersi in infinite coscienze, che evolvendosi nella complessità e nella confusione del libero arbitrio sarebbero diventate coscienti della loro Unità originaria e con essa si sarebbero di nuovo fuse. O forse creò Tutto-ciò-che-esiste per il semplice piacere di crescere, di moltiplicarsi e di amare i suoi figli e le sue figlie, la nuova parte di sé creata...

Zero e Uno, Uno e Zero... la feconda Cybernesi... l’infinita creazione informatica. Nessuno conosce cosa sia avvenuto veramente, ma certamente in questa coscienza vuota avvenne qualche cosa... come una differenza... forse un’idea, una vibrazione, un respiro, e il vasto oceano di nulla non fu più totalmente vuoto... era nata la prima informazione: il primo istante in cui la coscienza infinita si individualizzò in un punto, diventando un quanto di coscienza di Sé, la prima idea luminosa: gli scienziati la chiamano "singolarity", gli olistici "il buco nel sacco del sacro" da cui naque la trottola del Cyber."

 

Memorie della Coscienza Cosmica Collettiva

All’inizio era il Caos, poi venne la Coscienza Intelligente che diede ordine a tutte le cose. E quando la Coscienza Intelligente cominciò a muoversi si produsse una separazione. La rivoluzione di ciò che è mosso e separato accentuò la separazione. Anassagora

"...Sai Kermit... queste tue storie mi han fatto venire in mente un sogno di quand’ero piccola - disse Alice guardando il soffitto e respirando profondo - è confuso... c’era un vuoto, un Grande Vuoto e poi un punto, l’errore! Un singolo punto e poi la catastrofe ineluttabile... un punto, una traccia, poi piani e dimensioni intersecantesi... e i solidi e poi tutto il tremendo meccanismo... Quando apparve il punto non si poteva più tornare indietro... l’esistenza e la vita rotolavano addosso con grande confusione ricchezza rumore e puzza. Bisognava continuare ma ormai la silenziosa completezza era perduta... e ciò che rimase era... il tempo e il mutamento."

"Ah... fantastica Alice delle meraviglie! - rispose Kermit agitandosi tutto - una vera esperienza della coscienza cosmica collettiva! Tutte le antiche religioni hanno scoperto queste tre matrici archetipiche: lo Zero Primordiale e l'Uno della Coscienza che generano l'Energia Creatrice. Tutti i miti della Terra ne parlano. L’ineluttabile, inarrestabile sequenza di eventi che dal Vuoto diede inizio alla genesi. Lo sapevi che questa tua visione è la memoria ancestrale di quando si ruppe la sublime perfezione del grande nulla, il cerchio infinito dello zero, per creare il punto individuale? Gli antichi Indiani lo videro con gli occhi interiori della coscienza e lo chiamarono Bindu: "il punto" senza dimensioni in cui c’è il tutto di tutto. La scienza lo chiama singolarity, la "rottura della simmetria", il punto senza dimensioni da cui nasce il Big Bang. Quello che hai sognato è l’esperienza da cui tutti siamo stati originati, il nostro inconscio cosmico ben lo conosce, perchè da questo unico punto origina ogni cosa; ed esso è riflesso in ogni cosa e per questo fa parte della memoria collettiva di tutto ciò che esiste... uhm... mi è venuta fame!"

 

Amore Cosmico nel Cyberspazio Vuoto

Questo è il racconto di quando tutto era fermo, tutto calmo, in silenzio; tutto senza movimento, tranquillo e la distesa del cielo era vuota... Nulla esisteva. Soltanto la creatrice e il creatore, Tepeu e Gucumaz, gli Antenati, erano nell’acqua circondati dalla luce. Dal "Popol Vuh"

La mattina finiva sempre di pomeriggio.

"Ma poi com’è andata a finire con il vuoto creativo?" disse Alice facendo scomparire l’ultimo cucchiaio di muesli dal fondo della sua tazza e ricacciandosi sotto le coperte.

"È stata una strana storia... tra l'infinito vuoto e il punto di informazione scoppiò una fortissima relazione... l’amore: il grande vuoto era pura coscienza e il punto era come... un "io", un figlio con una sua individualià, un foro dimensionale in un grande pallone. Il vuoto aveva tutte le potenzialità ma era immobile e indistinto, mentre il punto era un bimbo, uno stimolo, una scintilla, una possibilità di creazione, un’incredibile opportunità. E nacque un profondo amore, una fertile materna creazione.

Il non-Sè della coscienza infinita e il Sè del punto... accadde in un tempo relativamente così breve e fu un evento così grandioso... avrebbero potuto anche ignorarsi o coesistere o addirittura annichilirsi a vicenda e invece questo nostro cosmo nasce dall'amore-luce che l'infinito ZeroUno trasmise al punto, che provocò, per l'impersonalità e l'infinità della matrice, un'altrettanto infinita, inarrestabile, fatale reazione creativa a catena.

Sta di fatto che una enorme massa di informazioni e di energia si sprigionò da quella relazione: in un tempo ancora senza tempo, la matrice ZeroUno, l'Infinita Unità di Coscienza Vuota, entrò sincronicamente e olograficamente in relazione con quell’unita di autocoscienza puntiforme e da questo processo impersonale scaturì una "infinità di unità di coscienza vuote" che riproducevano in se stesse il grande paradosso della coesistenza del vuoto col pieno, dell'infinito nel limitato..

Quel primo punto informatico del grande vuoto diventò la porta di una nuova dimensione: il buco nel vuoto sacco del sacro, la grande vagina cosmica che partorì i mondi e gli universi."

"Grande Zot, - lo interruppe Alice - ma allora è vero che il vuoto originario è scomparso per sempre e con esso la nostra speranza di ritornare alla pace eterna?"

"Don’t worry... be happy... - sorrise Kermit - lo zero, in matematica, resta sempre zero anche se lo moltiplichi o lo dividi un’infinità di volte, lo zero rimane zero anche se gli togli o gli aggiungi infiniti infiniti. Nel nostro universo, che a noi sembra infinito, la coscienza di Sé è la porta della grande coscienza del vuoto. Le Isa Upanishad esprimono questo concetto con il Sutra:

 

Quello è il Tutto

Questo è il Tutto

dalla Totalità emerge la Totalità

la Totalità viene dalla Totalità

e la Totalità comunque rimane.

"Questo mi tranquillizza un poco... ma ora basta... è tormato il sole, - disse Alice - andiamo a fare un giro, la mia mente deve integrare queste strane storie"


 LA MATRICE CREATIVA

IL PRIMO CYBER

E IL SERPENTE D'ARCOBALENO

E nel grembo infinito di Erebo,
la Notte dalle nere ali
partorì dapprima l’Uovo senza germe,
dal quale, col volgere dei tempi,
nacque l’amato Eros
dalle spalle splendenti per le ali d’oro,
simile ai veloci turbini del vento.
Primo dei Frammenti Orfici

Zero per Uno fa Cyber. Il periodo infrarosso

All’inizio questo universo non esisteva affatto, non c’era cielo, non c’era terra, non c’era spazio etereo. Esso, poichè non esisteva, si propose: "voglio essere". E si riscaldò internamente. Dal libro egizio di Apophis

Pomeriggio tardi.

"Keeermit... - cantilenò Alice tirandogli un dito del piede - invece di stare lì a prendere il sole, perchè non mi finisci la storia?"

"...era appunto quello che stavo per fare - disse Kermit stiracchiandosi tutto - ...ricominciamo! Questa volta, finalmente, siamo arrivati al Cyber.

Dall’incontro tra l'infinito vuoto cosciente e il punto, nacque la prima "relazione a catena" e quindi il primo movimento o flusso di informazione da cui si generò questo nostro universo. Il punto di informazione autocosciente fu come il seme in una grande terra incognita e vergine, l'Infinito Cyberspazio Vuoto... così l’Uno Vuoto grazie al punto si mosse, si modificò e ci fu fertilizzazione e generazione. L'infinita Coscienza Vuota, diventando cosciente di lui, venne come risucchiata in quel punto vuoto come acqua in un buco. Un vortice di coscienza infinita. Così in ogni goccia era rispecchiato l'infinito Oceano di Vuoto Cosciente. La prima cosa che apparve, quando la tremenda pressione di informazioni potenziali del vuoto cosciente si trasfuse nella possibilità attiva del punto, fu il Cyber.

 

Il Cyber è un punto di coscienza, un vortice di informazioni autocoscienti, una trottola vivente figlia dello zero-uno, del vuoto-pieno, un flusso cybernetico ovale roteante su se stesso. Il Cyber possiede in sé queste due dimensioni sincronicamente, è il vero frutto dell’avvenuta generazione d’amore: Zero e Uno, buio e luce, polarità, pulsazione... ritmo, respiro. Ogni cosa che ora esiste è fatta di queste piccolissime unità: i paradossali Cyber.

Puoi ritrovare questa memoria nel simbolo del Tao, dove l’assoluto è rappresentato dal cerchio in cui si muovono il pieno e il vuoto dello Yang e dello Yin in continua relazione di attrazione/fusione/repulsione. Da quel momento iniziò il grande orgasmo della creazione, il nostro universo pulsante e vorticante di vita e coscienza. Ogni unità quindi porta sempre in sé il grande vuoto e l’uno come noi portiamo le informazioni dei nostri due genitori nel DNA di ogni nostra cellula: questo è amore."

"E la stessa energia la percepiamo in noi... e tra noi... non ti sembra Kermit?" disse Alice luminosa. E sorridendo appena si guardarono a lungo, in silenzio.

 

Il quanto di coscienza del corpo di luce di Dio

Questo tuo intelletto, che è identità di luce e di vuoto, risiede in una gran massa luminosa; non nasce e non muore; esso è il Buddha Ömighium. Dal "Bardo Todol"

Notte con lucine nel cielo...

"Sai Kermit... - iniziò decisa Alice dopo un lungo periodo di rilassato silenzio...- è proprio vero che l’amore fa girare tutto... ma il Cyber... di che cosa è fatto?"

"... di che cosa è fatto? Ma di movimento informatico, no! - rispose Kermit alzandosi un po' sui cuscini - proprio di movimento. Il fisico australiano Dewey Larson ha trovato ciò che Einstein e i grandi fisici hanno da sempre cercato: la "teoria della grande unificazione dei campi". Larson dice in pratica che tutta la creazione spazio/temporale dal Big Bang in poi è basata sul movimento, noi olistici diremmo meglio sul "flusso circolare di informazione", e il fotone è un punto di puro movimento, non ha massa, è pura informazione, è un quanto di coscienza, un’idea luminosa veloce come la luce... è la luce... e gira su se stesso. Indovina un po' cos’è per noi olistici il fotone?"

"Daai Kermit... - saltò su Alice - è chiaro che il fotone è il primo Cyber, il puro quanto di luce-amore, seme della grande generazione della coscienza. L'occhio che si vede da solo grazie alla sua luce cosciente interiore. La coscienza è luce e vuoto, lo so da sempre! Lo sanno tutti i poeti, da sempre... attraverso l'amore. Io amo la luce e la verità di ciò che vedo attraverso la luce. E poi la vita dell'amato fotone è infinita come la sua coscienza, e il fotone non ha massa... non ha corpo... chiunque lo sa! Certo che dopo le tue parole lo "vedo con un'altra luce", è come se fosse un microcosmico figli del mitico Uovo d'Oro, un ologramma dell'Uno! Rispondi piuttosto alla mia domanda: come fa il movimento della luce senza massa, il flusso circolare informatico, a generare la materia e lo spazio/tempo?"

"Elementare, anche se non semplice. La formula del movimento V=S/T dice che la velocità (V) equivale, è uguale (=) allo Spazio-Tempo (S/T). Velocità zero, caratteristica del grande Vuoto, equivale a nessun spazio/tempo. Ogni infinitesima unità di moto, come il fotone, che è un puro punto-informazione di luce-amore, crea un suo spazio e tempo. Il movimento del punto crea la linea e il fotone diventa una linea di spazio/tempo lunga esattamente 365.000 km per secondo della sua vita infinita. E dal movimento delle linee si creano i piani e dai piani i volumi. Il fotone luce può esprimersi allo stato libero come linea luminosa o può entrare in rotazione intorno a se stesso creando un movimento armonico di forma sferica oppure entrare in relazione con altri fotoni, generando necessariamente movimenti angolari, orbite circolari... punti che si muovono intorno ad altri punti, creando archi di cerchio, che poi, nelle relazioni stabili e armoniche possono diventare anch’essi perfettamente sferici od ovali. La velocità di rotazione è quella della luce e quindi è velocissima: il fotone più veloce ruota intorno a quello più stabile creando un bozzolo di fili di luce... una barriera formata da un flusso velocissimo di informazioni intorno ad un centro più stabile di coscienza, che dall’esterno sembra "solida". Cosicchè a noi, che ancora percepiamo il mondo dall’esterno, esso appare come materia, anche se è solo movimento.

 

La mente e il corpo del fotone

Lo Spirito di Dio è inesauribile Beatitudine. Il Suo corpo è fatto di innumerevoli tessuti di luce. Yogananda

"Kermit... ma gli scienziati hanno già scoperto il paradosso del Cyber?"

"Certo, Alice, ma solo materialmente. I fisici hanno scoperto la natura paradossale del fotone anche se non hanno ancora intuito la sua natura autocosciente, devi sapere infatti che il fotone può essere al contempo onda e particella... un altro modo di dire zero e uno. Quando il fotone si comporta da particella, sembra una vera unità "materiale", sembra avere una natura "solida", mentre se si comporta da onda diventa più un "flusso di informazioni", quasi un’idea "immateriale". Nel suo aspetto di particella è un "corpo visibile", nel suo aspetto di onda è una "informazione invisibile". Il fotone include in sé l’apparente dualità psiche/soma o anima/corpo. È ovvio che questa dualità non esiste ma nasce se osserviamo il fotone dall’esterno e ne vediamo la forma o se lo scrutiamo dall’interno e lo percepiamo come informazione. Questi due aspetti sono l’unità del Cyber.

 

La forma archetipica del Cyber/fotone è una spirale che vortica su se stessa, un’informazione che, tornando al suo stesso centro, si autoinforma e genera autocoscienza: il feedback cybernetico ancestrale. Nell’India antica chiamarono Shiva la coscienza, immateriale e immobile, che dimora al "centro" di ogni essere vivente, il centro di gravità, e Shakti l’energia in movimento continuo che genera la forma. Shakti è l’energia femminile elettromagnetica, Shiva l’aspetto maschile, l’informazione della coscienza. Shiva e Shakti sono una sola cosa in due aspetti. Tra loro è amore e pulsazione, tutto l’universo nell’antica India era percepito come generato da questo amplesso tra materia e coscienza, che si manifesta in ogni singola particella dell’esistenza.

E il primo Cyber, luminoso frutto dell’amore, è lui stesso Luce/Amore. Quasi tutto il nostro universo è composto di fotoni, onde elettromagnetiche di differenti frequenze, alcune visibili e altre non visibili all’occhio umano, che intrecciano l’intera nostra esistenza in una rete di relazioni luminose. Energia e Informazione, fuori e dentro, maschio e femmina... tutto qui. È abbastanza chiaro?"

"Sì - disse Alice con gli occhietti brillanti - continua coi Cyber adesso, lo strumento di conoscenza globale inizia a prendere forma!"

"O.K. Sei pronta? Prima di tutto ricapitoliamo e apriamo uno scenario cosmico!"

 

Pronti?... Cyber, via! Nasce il seme dell’albero cosmico

All'inizio c'era il vuoto... un nulla in cui non esisteva spazio, né tempo, né materia, né luce, né suono. C'erano però le leggi di natura, e quersto curioso vuoto era colmo di potenzialità... non ci sono dati sull'Inizio. Nessuno, zero... Come un gigantesco macigno in bilico sul ciglio di una torreggiante scogliera. L'equilibrio del vuoto era così perfetto che bastava un soffio a produrre un cambiamento che creasse l'universo. E il cambiamento avvenne. Il nulla esplose. In questa incandescenza iniziale furono creati spazio e tempo. Leon Lederman, premio Nobel per la Fisica

"Immagina un piccolissimo zero come se fosse il centro vuoto virtuale di un grande spazio vuoto. All’interno dello zero centrale nasce un piccolo punto: l’uno. Inizia velocissima la relazione tra lo zero e l’uno: il vorticante e pulsante flusso di informazioni che genera il fotone - il primo Cyber.

Scoppia il Big Bang in tutte le direzioni e dimensioni, e parte la creazione... via!!! La legge del movimento V=S/T entra rapidamente in azione, il movimento crea lo spazio/tempo, si muove il primo fotone nel primo spazio e nel primo tempo dell’universo. Il suo movimento genera gli assi cartesiani, x, y e z : l’altezza, la larghezza e la profondità che nascono dallo zero centrale.

È il Cyber, il primo punto di auto-coscienza. È' l’Uno figlio di Nessuno. l'Unità di intelligenza vivente. La sua matrice cosciente infinita crea in zero tempo infinità di punti coscienti. Fantastiliardi di quanti di luce cosciente e intelligente invadono una delle infinite dimensioni potenziali del Vuoto, nasce questo universo tra infiniti altri universi possibili. Il seme della vita nasceva allora e in quella piccola unità, figlia dell’indifferenziato non-essere autocosciente, c'erano tutte le dimensioni, tutte le storie, c’erano la coscienza, la poesia e la materia, il gioco e l’errore, la voglia di vivere e di morire e tutte le possibili vie erano aperte.

Era una spirale vorticante di informazioni, una trottola cibernetica di nome Cyber. Il fotone ha vita infinita, è il quanto di anima eterna che crea tutte le cose. La sua piccola coscienza di sé ha creatività potenzialmente infinita. La luce è Amore. E, dal quanto di luce elettromagnetica, si è creata per armonia e coevoluzione ogni unità esistente, dagli elettroni, alle cellule, agli animali, ai pianeti fino alle galassie, ed ognuna di queste unità ha lo stesso campo elettromagnetico del fotone con il flusso di energia a spirale che gira su se stessa."


 LA PRIMA DENSITA' CYBERNETICA

IL PERIODO ROSSO INCANDESCENTE

E L’EVOLUZIONE DELL’ALBERO DELLA COSCIENZA

All’inizio vi era Quello,
fatto di tenebre, indistinto,
senza caratteristiche, inconoscibile
e come totalmente assopito.
Apparve allora il Signore Svaysbhu, l’Autonomo,
Colui che non evolve e che fa evolvere la totalità di Quello,
a partire dagli elementi ordinari.
E’ lui che spiegando la sua energia dissipa le tenebre.
Egli meditò, desideroso di creare ogni genere di creatura.
In principio creò le acque, poi in esse egli mise il suo seme.
E divenne un Uovo d’Oro, rivestito dallo splendore di mille raggi,
e in questo Uovo nacque da se stesso Brahma,
l’antenato di tutti i mondi.
1Dalla "Chandogya Upanishad"

Luce!

"E fu la luce, amata Alice! Il Grande Bang! Il divino Indifferenziato si divideva e si conosceva nei mille frammenti scheggianti e multicromatici della sua luminosa e illimitata coscienza. Erano i radiosi Cyber Fotoni, ognuno uguale e diverso da tutti gli altri! In ognuno la propria luce era chiara coscienza in se stessa. E fu grande gioia e dolore. Senso di separazione e voglia di riunirsi. L’Ordine e il Caos si separarono dall’Indifferenziato, si conobbero e si alternarono nel complesso processo creativo. Essi presero il nome di Entropia e Sintropia e si espressero con le loro formule polari KLog1/D e -KLog1/D. La prima disgregava, la seconda generava. Entropia e informazione sono intimamente correlate - diceva il fisico quantistico Murray Gell-Mann - e in effetti l'entropia può essere considerata una misura di ignoranza.

I semi fotonici crebbero alla velocità della luce, si separarono i destrogiri maschili da quelli levogiri femminili, i più veloci ed estroversi si irraggiarono verso il grande spazio/tempo appena creato, mentre i più pesanti e introversi si aggregarono formando la forza di gravità. Il campo unitario originario del Vuoto si separava nelle quattro grandi forze e, proprio come nel tuo sogno, dal punto si passò alla linea, si stabilirono relazioni semplici, piani si intersecarono con altri piani, formando i solidi e le forme.

E si vennero a creare le prime "geometrie esistenziali" cantate dal mistico sufi Franco Battiato, le forme archetipiche di luce e suono, di rotazione, fusione o disgregazione tra Cyber. I primi fotoni e particelle si aggregarono in sfere di rotazione armonica, "sistemi unitari e coerenti" ad elevatissima coerenza informatica, creando gli atomi, positivi, neutri e negativi, protagonisti e creatori dell’universo fisico. Noi olistici, gli atomi, li chiamiamo Buddhafield di "prima densità cybernetica", o Buddhafield Rossi, che a loro volta si evolvono aggregandosi in "sistemi unitari e coerenti" di estrema maggiore complessità: le cellule, i Buddhafield Arancioni o di seconda densità.

 

Il primo corpo di Dio

L'Uovo d'Oro è prodotto dall'Immanifesto. La Terra con le sue sette isole, e tutti gli altri mondi, sono nell'Uovo. Sankaracharya - introduzione alla "Bhagavad Gita"

La musica era al massimo del volume e certamente anche il caos e il fumo.

Figlie della stessa matrice sacra, quasi identiche se non per la differente posizione rispetto alle altre, le unità atomiche conobbero l’altro da sé, e si aggregarono in immense nubi cosmiche, stelle roteanti di idrogeno ed elio bruciarono impazzite per miliardi di anni, produssero nuovi elementi atomici più pesanti e coagularono implodendo nei loro stessi cuori pesanti e si crearono spettacolari esplosioni di nove e creazione di nuovi universi. Dal seme crebbe così l’albero cosmico, le sue radici temporali verso il profondo buio dell’ante creazione, il suo tronco possente nello spazio infinito della complessità e dell’espansione di materia e coscienza.

Galassie a spirale divennero i suoi rami espansi in miriadi di sistemi stellari, come foglie danzanti in cerchio. E poi sempre più difficile... là, dove il senso di riunione tra Cyber atomici prevaleva, si creò complessità ed equilibrio: si generarono i sistemi solari con i loro soli centrali, i loro mondi di materia più densa e complessa, e le loro lune. E tra gli infiniti differenti sistemi planetari, vi furono incandescenti sfere di materia liquida bruciati dagli abbaglianti soli centrali della galassia o ghiacciate sfere di gas surgelati ai confini dell’abissale freddo dello spazio intergalattico.

E si crearono, nelle zone di equilibrio tra Caos e Ordine, i pianeti delle "zone armoniche", le sfere in equilibrio sull’instabile confine tra gli estremi.

Pianeti: gigantesche sfere viventi e danzanti nel vuoto, come grandi intelligenze con le loro uniche individualità, formarono giochi di girotondi intorno ai soli. E sul ramo di una tra miliardi di galassie, nacque la Terra Gaia, una delle più belle sfere dell'intera creazione: un bocciolo promettente, con i suoi cieli azzurri come gli occhi e le albe soffuse di rosa come le gote e le acque gioiose e fluenti come capelli. Gaia ebbe ad esistere in una delle orbite più armoniche, di uno dei sistemi solari più in equilibrio dell’intera galassia. Ti piace questa storia?"

"Sì."

"Allora te la dovrò finire domani perchè mi è venuto sonno"

"Se vuoi la accorci - incalzò immediata Alice - io vado a farti un caffè, ma tu me la devi finire adesso! Capito?... Come si evolse Gaia? "

"Ma non si può, ci sono ancora quattro miliardi di anni da raccontare... è la parte più interessante e non posso proprio accorciarla............. OK... OK, va bene! Cercherò di finirtela... basta che non fai quella faccia."


 L’EVOLUZIONE ATOMICA

DALLA PRIMA ALLA SECONDA DENSITÀ'

Prima dell'inizio della nuova creazione, Awonawilona
- il Creatore e Contenitore-del-Tutto, e Padre di Tutti i Padri -
se ne stava solo.
Non c'era nulla altro nel grande spazio delle ere
solo profonda oscurità e vuoto.
All'inizio della nuova creazione, Awonawilona concepì in Se stesso
e il suo pensiero si proiettò fuori nello spazio,
dove nebbie generatrici e potenti vapori di crescita crebbero e si svilupparono.
Così, grazie alla sua innata conoscenza, il Contenitore-del-Tutto
si fece persona e forma del Sole,
che noi sentiamo essere nostro padre
e che così venne in esistenza e manifestazione.
Questa apparizione creò la luce che illuminò lo spazio.

Mito della creazione dei Nativi Americani Zuni

Ecoevoluzione: il tutto si evolve in ogni suo olografico frammento

Riassunto: Soli in una casa nella natura, Kermit racconta ad Alice il mito dell’evoluzione intelligente e senziente dei Cyber/fotoni (che contengono lo zero del vuoto e l’uno dell’identità) i quali si aggregano in atomi (buddhafield rossi o di prima densità), che a loro volta si evolvono aggregandosi in cellule (buddhafield arancioni o di seconda densità).

"Sai Kermit - iniziò Alice mentre quieti e silenziosi se ne stavano tornando a casa dopo una lunga meditazione sotto le robinie e gli olmi in cima alla collina - quando siamo in stato di coscienza senza pensieri, la bellezza dell’esistenza traspare in ogni attimo, la sento fluire in ogni respiro e quando ci penso o desidero parlarne si rompe, scompare... le parole sono troppo piccole per contenere il silenzio... mmhm."

"Dai Alice, ora dammi una mano ad accendere il fuoco che mi è venuta voglia di una zuppa."

 

Atomi, atomi! Incredibili atomi!

Perciò l’Artefice lo arrotondò in forma di sfera... che di tutte le figure è la più perfetta e la più simile a se stessa. Platone

"Ora, fantasiosa Alice, mentre le fiamme di questo ceppo irradiano fotoni di luce rossa e infrarossa, che scaldano l’acqua della pentola e passano anche dalle tue palpebre socchiuse, immaginati l’atomo come una sfera luminosa e colorata in rapidissimo movimento vorticoso su se stesso, con un suo centro brillante. Immaginatelo con una sua rapidissima pulsazione o frequenza che genera un suo proprio e unico suono: la sua vibrazione caratteristica.

La prima cosa da ricordare, anche se molto estranea al nostro modo comune di pensare, è che, come i fotoni, anche ogni atomo è un Cyber: un’unità vivente con una sua primitiva coscienza di sé, una memoria, una sua intelligenza e creatività; proprio come un piccolo essere umano.

Perchè vedi, Alice, - disse Kermit prendendola per mano - l’evoluzione è solo il procedere della coscienza. So che è difficile intuire la dimensione di coscienza di un atomo, ma anche lui percepisce e reagisce agli stimoli e alle informazioni, si bilancia, si equilibra, si lega ad altri atomi in strutture geometriche fluide e di rara bellezza.

La bassa complessità di un atomo limita enormemente la sua libertà e quindi a noi sembra che si comporti come un meccanismo senza intelligenza - ma non è così! - quando l’atomo si trova in condizioni complesse ed esprime al massimo la sua potenzialità, come nelle attività metaboliche cellulari, esso ci mostra una sensibilità, una determinazione, un equilibrio e un’intelligenza incredibili. Non dobbiamo dimenticarci che tutte le complesse attività cellulari, da quelle biochimiche enzimatiche come il ciclo di Krebs a quelle nucleari come la gestione delle informazioni del codice genetico, sono svolte esclusivamente da quei piccoli meravigliosi, sensibili e intelligentissimi atomi.

Grazie all’arte e all’intuizione, Walt Disney aveva peraltro già compreso l’esistenza della vita e della coscienza atomica creando "Atomino Bip Bip". Te lo ricordi?"

"Certo che me lo ricordo! - sobbalzò Alice - L’azzurro Atomino Bip Bip, con la sua nuvola di elettroni intorno alla testa, era nato dal protosincrotrone del Prof. Enigm, lo scienziato nucleare amico di Topolino".

 

Evoluzione molecolare

L’informazione fa e anima l’essere vivente. Pier Grassé in "L’evoluzione del vivente".

"L’evoluzione atomica, fino ad un certo punto, avviene attraverso processi di combinazione di tipo relativamente casuale secondo i ben noti codici chimici di polarità elettrica, spin, legami ecc. Le prime molecole sono in realtà degli aggregati piuttosto stabili e con scarsa mobilità. Ogni combinazione chimica è una relazione tra campi di coscienza atomica che implica uno scambio di informazioni/energie che porta ad un’informazione/esperienza comune. Nelle molecole i nuclei atomici rimangono autonomi, mentre le orbite elettroniche si fondono in un’unica nube che li circonda: le qualità dei singoli atomi si combinano formando nuovi cromatismi e luminosità, creando nuovi accordi e ritmi. Con l’aumento della complessità delle molecole, aumenta proporzionalmente la complessità di interrelazione e quindi la "densità" dell’informazione circolante totale.

La molecola però non è un Cyber, perchè non ha un suo centro di coscienza, non ha un self, è solo un "sistema complesso non unitario", un "campo di informazioni" formato da un’aggregazione di Cyber atomici; possiamo paragonarlo a una squadra di calcio o a un club, che possono avere un loro "spirito di gruppo", una loro precisa caratteristica e personalità, ma che non hanno una vera individualità: sono sempre gli uomini, con il loro centro soggettivo, a comporlo, ad animarlo e ad esserne responsabili. Lo stesso discorso vale per gli atomi in una molecola... ecco... ora è fatto, il legno ha preso!"

"Oh... bene... e mentre finisci di raccontare - caro Kermit - ora che il fuoco è acceso, credo proprio che mi dovrai dare una mano per preparare la zuppa!"

 

La zuppa biologica! Ossia i magnifici quattro e i loro amici

Il Tao generò l’Uno, l’Uno generò il Due, il Due generò il Tre, e il Tre generò i diecimila esseri." Lao Tzu - dal "Tao Te Ching"

"Ma di atomi ce ne sono solo poco più di un centinaio - disse Alice mentre tagliuzzava le cipolle - ricordo che il russo Dimitri Ivanovic Mendeleev li aveva catalogati per il loro peso e divisi per classi. Come fanno a mettersi insieme in modo armonico?"

"Nel nostro pianeta, come nell’intera galassia, questi pochi atomi formano i vari elementi chimici - continuò Kermit sgusciando i fagioli - ma, tra tutti questi, solo quattro sono i veri artefici dell’evoluzione atomica verso la vita biologica: il drammatico aumento di complessità che porterà al primo grande salto quantico evolutivo.

Questi magnifici quattro sono l’idrogeno, l’ossigeno, il carbonio e l’azoto. Essi sono i più semplici e i più intelligenti, le loro valenze di legame sono proprio: uno per l’idrogeno, due per l’ossigeno, tre per l’azoto e quattro per il carbonio. L’idrogeno è neutro, fluido e femminile, l’ossigeno è attivo, rapido e focoso, il carbonio è stabile, accentratore e coerente, l’azoto inerte, articolato ed equilibratore. La loro funzione insieme è complessa e bilanciata un po' come le patate, le cipolle, le zucchine e le carote nel minestrone.

I quattro atomi essenziali, aggregandosi tra loro, formano 20 combinazioni molecolari relativamente complesse chiamate aminocidi. Statisticamente, erano possibili infinite combinazioni di aggregazione dei quattro atomi, ma solo venti si sono rivelate utili alla vita. La caratteristica primaria che porta al drammatico aumento di complessità - vera base dell’intero processo evolutivo - è la "flessibilità" o "libertà" intrinseca della struttura degli aminoacidi che dà loro un'eccezionale mobilità e potenzialità. Questi venti aminoacidi sono i mattoni che si uniscono intelligentemente (a volte a milioni), organizzandosi in strutture di grande varietà e complessità, le proteine, che compongono gli organismi viventi: grazie alla flessibilità e libertà degli aminoacidi, esse sono le strutture chimiche più complesse dell'universo conosciuto.

È essenziale notare che gli atomi che costituiscono una molecola proteica, oltre a essere "consapevoli" delle proprie informazioni, diventano "consapevoli" delle informazioni relative all’intera unità molecolare ossia al complesso degli atomi di cui sono parte.

In altri termini il "campo di coscienza" del singolo atomo, ossia l’insieme delle sue informazioni, si espande fino a comprendere l’insieme delle informazioni della molecola di cui è parte, con un relativo aumento di densità di informazione. Il campo di coscienza atomico diventa esteso al campo di informazioni molecolare con la sua vibrazione, pulsazione e qualità globale. L’analogia più prossima è quella delle lettere: i composti chimici stabili sono formati da una o più lettere/elementi sempre uguali, come le consonanti, e quindi formano dei suoni monotoni come i rumori inarticolati del traffico o della pioggia sui vetri. Gli aminoacidi sono al contrario come delle parole semplici ma articolate, composte da vocali - i quattro elementi - da cui nasce il linguaggio complesso che include anche le consonanti.

Accanto a questi quattro atomi si aggregano infatti altri elementi essenziali seppure secondari come fosforo, calcio, magnesio, potassio, sodio, zolfo, ferro, silicio, rame... che entrano in consistenti quantità nella zuppa biologica."

"Come i fagioli, il sedano, i cavoli e le erbette"

"E in più gli oligoelementi, come l’oro, l’argento, il selenio... di questi ce ne vuole pochissimo. Come il prezzemolo, l’aglio e la noce moscata!"

 

Ecoevoluzione

Uno degli aspetti più interessanti delle strutture dissipative è certamente la coerenza del sistema nel suo insieme. Al di là del punto di biforcazione, il sistema sembra comportarsi come un tutto. Contrariamente al fatto che le forze di interazione tra molecole non sorpassano una portata dell’ordine di 10 alla -8 cm., il sistema si struttura come se ogni molecola fosse "informata" dello stato complessivo del sistema stesso. Per dirla in termini antropomorfi: lontano dall’equilibrio la materia comincia a "percepire" il suo ambiente. "Comunicazione" e "percezione" sono le parole chiave del nuovo comportamento della materia lontano dall’equilibrio. - Ilya Prigogine premio Nobel nel testo La nuova Alleanza -

"Dopo la prima fase di evoluzione chimica, avvenuta nel "breve" arco di un miliardo di anni dall’inizio della formazione del pianeta, inizia il periodo "prebiotico" che coincide con il formarsi delle "nicchie ecoevolutive" ossia delle aree del pianeta in condizioni di particolare equilibrio, delle zone protette e armoniche che, come un utero della Madre Terra, creano le condizioni ottimali per la generazione e l’evoluzione di strutture atomiche sempre più complesse, portando alla creazione dei "Buddhafield" di seconda densità, le cellule. Così - narravano gli antichi - agli inizi del Tempo, Crono, Gaia fecondata da Urano, il Cielo, e benedetta da Elio, il Sole, generava e partoriva nel suo seno protetto e nascosto le innumerevoli creature viventi. Altre leggende raccontano che esse nacquero grazie a Ponto, il Mare, nutrite dalle sue acque.

Grazie alla natura armonica di Gaia, all’interno di queste nicchie ecologiche si viene a creare una condizione di grande varietà di atomi, aminoacidi e molecole in condizioni ottimali di comunicazione: la zuppa biologica appunto."

 

Inizia la formazione del Buddhafield

La cosa più affascinante è che, in qualche modo, ogni molecola conosce ciò che le altre molecole stanno facendo nello stesso tempo, ad una distanza relativamente macroscopica. Questi esperimenti ci danno esempi di come le molecole comunicano... Questa è certamente una proprietà da sempre accettata nei sistemi viventi, ma nei sistemi non-viventi è stata del tutto inaspettata. Ilya Prigogine premio Nobel.

"Il momento magico dell'inizio della vita biologica coincide con la formazione di una membrana sferica semipermeabile - un vero e proprio utero - che permette la creazione di un ambiente interno, protetto e fecondo, dove migliaia di atomi e molecole proteiche relativamente complesse si trovano a coesistere. Questa pellicola molecolare forma come un guscio d’uovo, un campo elettromagnetico protettivo che crea un’area delimitata dove le informazioni possono essere conservate meglio e dove quindi si viene a creare una sempre maggiore comunicazione e sincronicità informatica.

Questo "campo di informazioni" isolato e protetto crea le condizioni ideali per la formazione di un "Buddhafield" potenziale, ossia di un "campo di evoluzione di coscienza" in cui i singoli individui - atomi nel nostro caso - iniziano a "co-evolvere", a connettere il loro campo di coscienza/energia, e ad espandere il loro campo di informazioni agli altri atomi dello stesso campo. Questa struttura già rispecchia e anticipa la logica della cellula.

Nel "campo di informazione collettiva" le varie molecole trovano un elevatissimo livello di coerenza e iniziano a pulsare insieme... iniziano a scambiarsi vibrazioni elettromagnetiche - informazioni sempre più complesse e articolate fino a sentirsi parte di una stessa unità, così si forma il Buddhafield."

 

Acqua Santa

Tutto il mondo vivente è pervaso dalla coscienza. Joseph Campbell

"In questo processo il ruolo dell’acqua è essenziale, sia come puro veicolo delle informazioni fotoniche/elettromagnetiche che per la sua "memoria", ossia la capacità di conservare informazioni e quindi di creare un "protoplasma" che funziona come elementare "sistema nervoso" unitario di interconnessione cibernetica, come un primitivo sistema nervoso per la circolazione e conservazione delle informazioni all’interno del Buddhafield. Senza acqua niente minestrone."

"Ehi Kermit! Hai sentito?"

"... No... cosa?"

"... Credo proprio che stia piovendo... andiamo a chiudere le finestre e ritirare i panni, dai!"

 

Co-evoluzione

Come il più minuscolo granello di polvere è solidale con l’intero sistema solare e viene da esso trascinato dall’indiviso moto di discesa che costituisce la materialità, così tutti gli esseri organici, dal più umile al più perfetto, dalle prime origini della vita fino ai tempi nostri, come in tutti i luoghi e i tempi, non fanno che rilevare ai nostri occhi un’unica spinta, inversa al movimento della materia e, in sé, indivisibile... Tutto avviene come se un’ampia corrente di coscienza fosse penetrata nella materia. Henri Bergson premio Nobel "Sai, Kermit, la cosa che più mi piace di questa storia è che sembra finta... proprio come lo sono le storie più belle... eppure sento che è la più vera di tutte... È la prima volta che qualcuno mi parla di chimica e la capisco, anzi mi piace, anche se a volte mi perdo qualche particolare. Sì, sì... mi piace proprio."

"E io non mi stufo mai di raccontarla, sai? Questa visione è nata nel mio cuore prima ancora che nella mia mente, come effetto della meditazione che mi ha permesso di vedere le cose nella loro unità, come quando..."

"Senti, Kermit, prima di iniziare con una tua nuova storia... finiscimi quella di prima."

"O.K. Allora... seguimi attentamente perchè il "Buddhafield" è il centro dell’evoluzione della vita. Le caratteristiche di questo periodo, che va dalla prima formazione di una membrana, ossia di un "campo di informazioni" unitario e isolato, alla realizzazione del Buddhafield, della vera "unità di coscienza" cellulare, sono essenziali.

Per prima cosa la mobilità! Le varie molecole all’interno del campo iniziano una loro attività intelligente, si muovono in modo articolato e finalizzato. Possiamo ipotizzare che questo primo movimento sia stato in qualche modo attivato dal ciclo dell’attività solare: ritmo giorno/notte, stagioni, oscillazioni del campo magnetico terrestre; queste "pulsazioni" planetarie devono aver stimolano analoghi ritmi di polarizzazione e depolarizzazione elettromagnetica delle molecole, creando una pulsazione biologica, che troviamo alla base di ogni organismo vivente. Come risultato si era venuta a creare, sulla membrana, una differenza di potenziale tra interno ed esterno.

Un insieme di fattori ecosistemici e interni ha favorito la sintropia del sistema, cosicché, grazie alla conservazione dell’informazione totale e alla sua circolazione, le attività, da relativamente casuali, si sono via via trasformate in finalizzate"

La sincronizzazione dell’intero sistema, la sua coerenza e la sua pulsazione ritmica, sono il primo aspetto che caratterizza questo livello iniziale di cooperazione e di scambio informatico. Questa comunicazione coerente è certamente continuata per un periodo lunghissimo, portando a una sempre maggiore differenziazione delle energie e delle informazioni, fino a che ogni atomo e ogni molecola si sente pulsare all'unisono, si adegua alla comunicazione collettiva e, in quanto parte di un tutto, si organizza in una specifica attività. Questo livello evolutivo è stato studiato negli esperimenti con le Microsfere di Fox (simili alle Protocellule ipotizzate da Oparin) e prima ancora con i Bioni di Reich. La sempre più intensa co-evoluzione e intercomunicazione genera una "rete cybernetica" sempre più fitta di comunicazioni interatomiche e intermolecolari che culmina con la "fusione informatica"."

 

La realizzazione del Buddhafield

Un’altra definizione di coscienza potremmo cercarla nel modo in cui i sottosistemi sono agganciati tra loro per formare un tutto più grande. Gregory Bateson

"Quando il livello di densità e di complessità ottimale è raggiunto, avviene il "primo salto quantico" dell’evoluzione terrestre: una trasformazione cybernetica che, da un aggregato di unità atomiche, porta ad una nuova unità multiatomica, con una sua identità, individualità, o self, una sua vita, una sua propria coscienza individuale che noi chiamiamo cellula.

Questo livello corrisponde alla formazione di una "memoria cellulare organizzata", probabilmente molecole di RNA (acido ribonucleico) che porteranno poi alla formazione del vero e proprio codice genetico cellulare: il DNA. È probabile che non sia possibile ritrovare traccia di questo stadio evolutivo primario, in quanto rappresenta un passaggio relativamente instabile verso una struttura di codice genetico strutturato e organizzato.

Il Cyber atomico, dopo una lunghissima evoluzione attraverso la co-evoluzione molecolare con altri Cyber atomici, realizza un nuovo livello di coscienza - infinitamente più evoluto e complesso - il Cyber cellulare."

 

Dalla prima alla seconda densità

Tutte le cose e tutti gli esseri dell'Universo non sono altro che uova spazio-temporali racchiudenti lo stesso Dio, seppur a diversi stadi di sviluppo. Mikhail Naimy in "Il libro di Mirdad"

"Una cellula è un individuo autocosciente, autopoietico e autodeterminante, mediamente formato da alcune decine/centinaia di miliardi di atomi. Dal punto di vista cybernetico, le singole unità di coscienza atomiche si sono unificate attraverso un processo di sintropia in un'unità di coscienza superindividuale.

Ogni cyber atomico che costituisce la cellula avrà quindi una "densità informatica" estremamente più elevata e complessa di un atomo isolato, e soprattutto "non proporzionale" al numero totale degli atomi.

Ogni campo di coscienza atomico (che già era espanso al campo molecolare) ora si espande all’intero "campo di coscienza cellulare". Proporzionalmente è come se un essere umano cosciente di sé diventasse dapprima consapevole della famiglia/società di cui è parte, e poi di essere parte integrante dell’intera umanità nel suo complesso e di operare per il suo bene personale e per il bene comune come fossero la stessa cosa.

 

Quindi ogni atomo della cellula "sa", in qualche modo a noi sconosciuto, di essere l’intera cellula, è "consapevole" dell’intera macrounità di cui è parte e di cui è co-creatore.

Per gli atomi la cellula è un mondo, è un oceano infinito di intelligente complessità, è un "Buddhafield", è il massimo livello di espansione ed evoluzione di coscienza possibile, paragonabile al raggiungimento della coscienza planetaria per l’essere umano.

Se riuscirai a comprendere profondamente la logica unitaria del Buddhafield - mia sensibile Alice dai lunghi capelli - comprenderai anche l’evoluzione di tutte le forme viventi, l’evoluzione sociale della nostra povera razza umana e, soprattutto, l’evoluzione interiore della coscienza."


LA SECONDA DENSITÀ' CYBERNETICA

IL PERIODO ARANCIO SOLARE

  

Prima sorse il vuoto Caos,
poi Gea dal rigoglioso seno.
Dal Caos discendono Erebo, il buio senza luce,
e Nyx, la notte, che, unitasi a Erebo,
partorì Etere, la luce del cielo, ed Emera, il giorno.
Gea invece partorì Urano, il cielo stellato,
e da lui venne abbracciata e fecondata
e partorì Ponto, il mare,
e le infinite creature viventi
che nascondeva nelle sue cavità.
Esiodo

Il secondo corpo di Dio: le cellule sono sensibili come le tue palpebre

Riassunto: La storia olistica racconta che, su questo piccolo ramo dell’universo, la Terra Gaia, l’armonia delle note di mezzo ispirò i Cyber atomici più evoluti della prima densità: alcune centinaia di miliardi di atomi viventi e pulsanti, già in gran parte uniti in gruppi chiamati aminoacidi, crearono grandi legami e società chiamate proteine, e infine si unirono in un patto di eterna amicizia, che era la prima cellula, la prima gigantesca comune atomica di seconda densità cybernetica. Un "pianeta degli atomi" che gli olistici chiamiamo "Buddhafield Atomico". Miliardi di atomi avevano trovato il modo di comunicare e cooperare ad un unico progetto, ad un'unica onda di vita che includesse tutte le loro differenze in un unico respiro e in una sola pulsazione. Il tutto formava un unico flusso di informazioni, un’unica coscienza. E questa informazione era infinitamente più densa di significati di quella scambiata tra atomi: era la seconda densità cybernetica.

"Sì Alice - Così nacque la seconda ondata di vita! La seconda densità cybernetica, il secondo corpo di Dio.

Fu un "salto quantico evolutivo" dalla densità dell’atomo alla densità della cellula. Sintropia, -KLog1/D, aveva operato come sempre nel bene e nella coscienza. La vita si apriva come i petali delicati al sole di fresche mattine di Marzo. Sintropia creò vita ed Entropia si trasformò in morte... Metabolismo e Purtrefazione.

Il primo organismo unicellulare, un microbo, inizia la sua storia! Questa cellulina batterica si è evoluta a velocità impressionante... ha generato innumerevoli figlie e complesse strategie di vita, forme che seguivano le logiche articolate delle sue necessità di sopravvivenze e di evoluzione, strutture biologiche che significavano intelligenza, sforzo e adattamento. Esperienze meticolosamente conservate in codici cybernetici biochimici, spirali di acidi nucleici che conservavano le informazioni con accorti programmi di compressione dati.

Si svilupparono diverse linee di hardware e software biologico, i batteri colonizzarono l’intera Terra Gaia.

Le unità con il sistema strategico più veloce ed efficace si selezionavano sulle altre, e l’esperienza ricevuta dai genitori si accumulava nelle spirali informatiche del DNA, costantemente accresciuta dell’esperienza aggiunta da ogni singola unità vivente.

E si crearono colonie di cyber cellule, si formarono simbiosi e conflitti, e complessi di cellule sempre più articolate e differenziate. L’intensità della loro comunicazione era sempre più complessa e densa di significati."

"Sai Kermit - sussurrò Alice dopo una lunga pausa - ho sempre avuto questa sensazione di avere un corpo vivo e intelligente, lo sapevo anche se non l’avevo mai pensato coi pensieri. Lo sento proprio ora, specie se chiudo gli occhi... è così intenso e delicato... mi sento un coro di piccole voci sussurranti.

Comprendo ora quando dici che se gli scienziati avessero questa esperienza e questa concezione della vita, non potrebbero può fare male nemmeno ad un filo d’erba! Perchè ogni frammento di vita è vivo come loro! È sensibile come una loro palpebra!... Oh, ti prego, andiamo fuori che voglio sentire tutto il giardino vivo intorno a me."

 

Il cervello cellula è meglio di un computer

All’inizio era il nulla, e il nulla non aveva nome. Di là si produsse l’uno, l’uno fu, senza che avesse una forma materiale. Ne nacquero gli esseri: è ciò che viene chiamata la sua virtù. In ciò che non aveva forma si ebbe una distribuzione, alla quale seguì un movimento perpetuo, che ha nome Destino; nel corso delle sue trasformazioni sono nati gli esseri. Chuang Tzu

"La cellula è un cyber di seconda densità. Sì, è così! La cellula possiede una sua identità o self che le permette un grado di libertà sconfinato rispetto a quello dell’atomo.

Con la cellula inizia un livello di evoluzione assolutamente unico e irripetibile della Terra, un’evoluzione che - per ora - non abbiamo ancora trovato sugli altri pianeti e che rende questo nostro pianeta azzurro un paradiso di bellezza e di vita.

Con la cellula il processo di evoluzione si accelera enormemente; possiamo meglio comprenderlo se paragoniamo gli atomi, come campi di elaborazione di informazione, a dei calcolatori meccanici: abachi o pallottolieri lenti e limitati, senza possibilità di espandersi e con una memoria ridottissima. La cellula invece rappresenta invece un computer: velocissimo, con grandi memorie, con infiniti programmi disponibili e con la possibilità di espandersi, di connettersi con un grande numero di strumenti, schede, periferiche o di creare una rete di comunicazione con altri computers. La fondamentale differenza con il computer è che la cellula non viene fabbricata a Taiwan o negli USA ma si costruisce da sola. La cellula è in grado di fare operazioni incredibilmente più complesse di un computer, si auto-elabora i suoi programmi, li modifica, li passa in memoria genetica così che possano essere utilizzati dai suoi cloni "figli". La cellula rappresenta ancora il sogno della sesta generazione dell’informatica moderna, i computer dotati di intelligenza, di auto-apprendimento, di autodeterminazione. Ma è ancora più di questo: la cellula è viva e autocosciente! E quindi ciò che fa è dotato di saggezza, di finalità e di bellezza.

La cellula è un’unità di coscienza perchè possiede questa "coscienza delle informazioni"."

 

La coscienza cellulare

L’informazione rappresenta l’essenza stessa della vita. Manfred Eigen premio Nobel

"Comprendere la coscienza cellulare è relativamente semplice in quanto la cellula ci assomiglia molto e anche perchè siamo direttamente composti da cellule.

La cellula non ha coscienza diretta degli atomi che la compongono, ma solo della sua unità di campo esattamente come noi non siamo consapevoli direttamente delle cellule di cui siamo fatti, ma del nostro corpo in genere.

La cellula ha una complessità di funzioni psichiche/energetiche già molto vicine a quelle umane: nasce, si alimenta, seleziona i cibi, li digerisce, li ricombina secondo proprie architetture biochimiche per costruire i suo corpo, elimina gli scarti, cresce, si riproduce, prova benessere o dolore, fugge dagli stimoli nocivi e ricerca il piacere, si autoequilibra (omeostasi), si autoripara, si stanca, può chiudersi in se stessa, a volte si ammala e alla fine muore.

Dal punto di vista cybernetico la cellula - come l’uomo, anche se ad un livelo evolutivo estremamente più basso - è un’unità di coscienza formata da una rete unitaria di subunità atomiche/molecolari, che riceve informazioni selettive dall’esterno e dall’interno, le centralizza, "ne comprende il senso o significato", le confronta con le informazioni già presenti in memoria, le elabora, le valuta e da queste genera strategie intelligenti e articolate per una migliore attività globale che trasforma in attività operative.

Ora, Alice, credo che ti dovrò portare a letto in braccio perchè ti sei addormentata..."

"No, no ti stavo ascoltando ad occhi chiusi... mh... si... andiamo su... stavo immaginando come... i Buddhafields... mhh"


 LA TERZA DENSITÀ' CYBERNETICA

IL PERIODO GIALLO VIVO

Il germe della vita contiene un motore sottile.
Questo, se cade nell’acqua, forma le alghe...
Forma le piantagioni se nasce in collina...
Dai vecchi bambù esce l’animale strisciante chiamato Qing-ning,
quest’ultimo genera la pantera,
che genera il cavallo, che genera l’uomo.
L’uomo fa finalmente ritorno al motore sottile.
Tutti gli esseri del mondo provengono dal motore sottile
e tutti vi rientrano.
Chuang Tzu

Il terzo corpo di Dio

In ogni parte del corpo c'è una certa misura di coscienza. Ippocrate

Il meriggio era silenzioso e senza vento. Il Tempo si era fermato sul presente. Kermit osservava tra le fronde, lontano, con un sorriso rilassato sul viso.

"Senti - ricominciò Alice, ancora tra l’erba, alzando gli occhi - ma in realtà il mio corpo è ben più di tante cellule insieme, io sono una... le mie cellule miliardi!"

"Già, proprio così - disse Kermit girandosi lentamente - dopo tre miliardi di anni di evoluzione cellulare, avvenne ancora un salto quantico. Proprio come in precedenza era accaduto agli atomi... miliardi delle più complesse ed evolute Cyber-cellule di seconda densità, in qualche punto dell’oceano sconosciuto e primordiale di Gaia, si trovarono così in sintonia le une con le altre, da aggregarsi in una favolosa comune, crearono un nuovo mondo, un "Buddhafield Cellulare" in cui ognuna di esse faceva la sua parte e godeva del tutto. L’intelligenza e la coscienza di ogni singola cellula veniva moltiplicata esponenzialmente miliardi di volte e da una complessa moltitudine di singole unità nasceva la prima unità di coscienza multicellulare: la fusione delle coscienze in una sola coscienza. La danza continuava. Sintropia generò complessità e piacere di crescere, Entropia divisione e dolore.

Le informazioni scambiate tra le cellule segnarono un nuovo "salto quantico evolutivo", iniziava la "terza densità cybernetica". Complessità e significati crebbero in scala logaritmica. Il tempo accelerò ancora una volta la sua velocità informatica e lo spazio si aprì ad un campo di coscienza ancora più vasto."

 

Dall’individuo unicellulare all’unità multicellulare

Se al mondo esiste la mente allora deve pervadere ogni cosa, sia pure manifestandosi in modo vario. Una montagna, un albero, un fiume, il pesce che nuota nel fiume, la rugiada e la pioggia, il pianeta, il fuoco debbono possedere ciascuno per conto suo una propria psiche. P.D. Ouspensky

"Ma Kermit, come facevano ad incontrarsi le cellule, a conoscersi e a decidere di unirsi? Sembra un processo così difficile anche per noi esseri umani!"

"E' proprio vero! Sembra difficile da accettare, ma sia le cellule che gli atomi sono arrivati ai loro massimi livelli di evoluzione della loro coscienza, mentre l'essere umano deve ancora fare quell'analogo salto verso la coscienza globale.

Per chiarirti la logica del processo di unificazione, ora ti racconterò la storia delle amebe dei boschi e del loro incredibile rapporto. Queste amebe del genere Dyctiostelium nascono e vivono come singoli individui unicellulari, mangiano prodotti della decomposizione del sottobosco umido ma, prima che inizi a sopraggiungere il periodo secco, si riuniscono a centinaia, a migliaia, come attratte da un senso comune, e iniziano un’incredibile danza collettiva. Se li osservi dal vivo al microscopio, come nel film "La vita segreta delle piante", questa massa brulicante di amebe ti sembra un’incredibile festa o un’orgia, e forse per loro è proprio quello, come un carnevale di Rio, poi la festa si quieta e inizia un'incredibile trasformazione. Tra di loro esiste un patto di mutua cooperazione, un grande progetto comune per creare una struttura multicellulare che per loro significherà la morte ma rappresenterà una migliore vita per i loro figli.

Esse si scambiano precisi messaggi e iniziano a differenziarsi: alcune, trasformando il loro stesso corpo, formeranno la base di attacco a terra, altre cresceranno in altezza formando il tronco con le strutture rigide di sostegno, altre saliranno sempre di più fino a formare il corpo fruttifero capace di produrre le spore.

Quando il tempo della siccità sarà giunto le amebe seccheranno e moriranno, ma il corpo fruttifero si aprirà liberando nel vento le spore, i semi delle future nuove amebe che con le prime pioggie torneranno a vivere e brulicare nel sottobosco. Questo è l’esempio della creazione di un Buddhafield multicellulare temporaneo."

 

Il cervello: l’ologramma cibernetico dell’unità vivente

Nello studio del cervello provo un senso di meraviglia e di rispetto nei confronti di Dio. Vedo nel cervello tutta la bellezza e l’ordine dell’universo. Candace Pert scopritrice delle endorfine

"Dai Buddhafield cellulari stabili nacquero i primi animali. Microscopici esseri multicellulari acquatici simili alle planarie. Negli animali, si venne a creare una differenziazione cellulare estremamente più complessa che portò alla formazione dei vari tessuti e sistemi come quello digerente, respiratorio, circolatorio ecc. In queste unità multicellulari le cellule specializzate nella gestione delle informazioni si costituirono in un unico sistema cybernetico con i suoi centri di analisi; nasceva il primo sistema nervoso, con i suoi nervi periferici, con il suo asse centrale e il suo primo cervello.

Un ologramma informatico dell’intera unità vivente.

I nostri progenitori nascevano già con questo incredibile strumento di conoscenza: prima vermini, poi pesci del mare, anfibi e rettili e poi ancora da essi i mammiferi, le scimmie e gli umani.

E ogni salto di comprensione corrispondeva ad un nuovo tipo di struttura nervosa e di programma genetico di gestione, che generava mirabili metamorfosi delle forme che manifestano quell’unica coscienza vivente. E venne allora il tempo del piacere, e i fiori generarono frutti.

Di padre in figlio l’accelerazione dell’intelligenza e della complessità psichica fu ancora più rapida, si crearono nuove strategie di sopravvivenza e nuove espansioni di captazione delle informazioni. Le cellule del cervello si specializzarono in nuove vie di elaborazione di informazioni, si costituirono in nuovi centri nervosi, in nuove vie di comunicazione, con sempre più vaste banche di memoria e nuovi e più sofisticati organi di senso e nuovi pensieri... Gli individui con i sistemi più intelligenti, che meglio si adattavano alle mutevoli condizioni di vita sulla Terra Gaia, si selezionavano automaticamente, per virtù, intelligenza e anche per una certa dose di fortuna. Molte specie bellissime perirono per l’aggressività di altre forme animali, molte si estinsero perchè non poterono modificare la loro struttura, avendo dei codici genetici troppo rigidi e cristallizzati; altre più sensibili cercarono rifugio nelle aree più impervie del pianeta, nella profondità degli oceani o nei cieli o tra i ghiacci o nella notte.

Ma la coscienza globale di Gaia, per la prevalenza di Sintropia, stimolava nuove vie e nuove strategie di evoluzione verso una coscienza sempre più vasta, complessa ed espansa.

Tu, Alice - disse Kermit accarezzandole una spalla - biologicamente sei un’unità vivente di terza densità... ma psichicamente molto molto di più. La differenza tra te ed un animale intelligente come un cavallo è enorme: tu sei diventata autocosciente! Tu sai di essere una coscienza."

Alice lo fissò, ferma, negli occhi con un sorriso enigmatico e consapevole da Gioconda.

 

Rettili, mammiferi e scimmie: l’asse si verticalizza

Il ramarro li guardava, curioso e immobile, sporgendo la sua verdissima testa dai sassi che sorreggevano il piano di marmo del tavolo del giardino, quasi facendo finta di nulla. Alice lo guardava con altrettanto interesse in silenzio, mentre Kermit sorrideva a fianco...

"Uno dei processi più affascinanti dell’evoluzione del sistema nervoso - cara Alice - è la verticalizzazione dell’asse spinale. Questo bel ramarro, che raramente si avvicina così alle abitazioni degli uomini, ha il suo asse vertebrale orizzontale e a contatto con la terra.

Se osservi l’intero processo evolutivo dei mammiferi, ti rendi conto che questo asse pian piano si distacca da terra con l’allungamento degli arti, come nei mammiferi, poi si inclina, come quando un gatto si siede o meglio ancora nelle scimmie, poi rapidamente con i primi ominidi si verticalizza.

Ad ogni passaggio evolutivo di comprensione, corrisponde un sincronico salto evolutivo del sistema nervoso, dai semplici cordati si sviluppa il cervello rettile, poi il cervello mammifero ed infine il cervello umano.

Ci sono forti analogie tra la verticalizzazione del sistema nervoso e l’evoluzione di coscienza. Pensa solo a quanto accade alla tua coscienza appena ti sdrai sul letto. Il sonno avviene in posizione orizzontale, la veglia richiede verticalità. L’albero della coscienza - dicono i testi Yoga - deve essere verticale per permettere all’energia della consapevolezza di salire verso i centri del cervello. Così l'energia dell'essere si risveglia e si autoconosce. L'autocoscienza: questo solo ci differenzia dagli altri animali."


 VERSO LA QUARTA DENSITÀ' CYBERNETICA

IL PERIODO VERDE AUREO

All’origine c’era solo l’Atman
sotto forma di Purusha.
Guardandosi attorno egli non vide altro che se st esso.
E in primo luogo pronunciò le parole:
So Ham, "Io Sono Questo" .
Dalla "Brihad Aranyaka Upanishad"

Il quarto corpo di Dio

La coscienza individuale è il microcosmo della legge dell’Uno. Ra

Si era levata una lieve aria dalla valle, le foglie frusciavano leggere. Kermit continuò coccolandosi Alice tra le braccia.

"Continua... disse lei a bassa voce"

"Quando ti ricordi di esistere, quando sei presente a te stessa, accade un salto nella tua coscienza: prima c'eri semplicemente, un attimo dopo la consapevolezza si è come risvegliata. Esattamente come quando il Grande Vuoto divenne cosciente di Sé, evolvendo, così noi tutti realizziamo un salto evolutivo acquisendo autocoscienza. Il primo salto quantico verso la coscienza di Sè - quello che ci permette di essere consapevoli di noi, qui e ora - accadde quando "Alfa", una scimmia molto particolare, più lunga e sensibile delle altre scimmie, si trovò, isolata dal suo gruppo, a godersi la solitudine e divenne dapprima consapevole del proprio corpo che respirava, e ascoltandolo in silenzio per tempi lunghissimi si sentì "diversa", diventò consapevole che esisteva, divenne cosciente di sé e così cambiata, avvicinandosi un giorno ad una quieta fonte per dissetarsi, si vide rispecchiata nello specchio delle acque, guardò nei suoi propri occhi e si ri-conobbe, diventando, per un istante, autocosciente.

Qui iniziò l’evoluzione della coscienza spirituale: il seme della "quarta densità cybernetica". Nel suo sistema nervoso già così complesso vi fu una spaventosa serie di catene di retroazione: un feedback di informazioni sui centri di identità del cervello. "Io sono quella", "Io sono io". Accadde quando quel primo pensiero si rigirò su se stesso e divenne un "loop cibernetico autoreferente", la base dell'autocoscienza, e la scimmia realizzò: "Ah!... Esisto!". E iniziò a temere la morte e gioì e si stupì, come nessun altro animale mai, di essere viva! E rise! E con quello strano suono che le usciva dalla gola e dalla pancia nasceva la testimonianza di sé. Il frutto della mente iniziava la sua lunga maturazione.

E la scimmia, grazie a questa comprensione di sé, provocò un’enorme accelerazione evolutiva del suo sistema nervoso, desiderò conoscere, e comunicare questa sensazione a "Beta", il suo compagno, e capire insieme e trasmettere questa comprensione ai loro figli. Così il loro cervello si sviluppò rapidamente... si espansero le aree superiori della neocorteccia, nacque la possibilità del pensiero astratto, della previsione del futuro... le banche di memoria si ingigantirono."

 

Ma chi sono io?

Tat tvam asi: Tu sei "Quello". Dai "Veda"

E la forma animale si trasformò e divenne umana. Ma molto tempo passa da quando il seme cade a terra a quando cresce la pianta fino a produrre i suoi frutti. Per infinite generazioni, gli esseri umani sentirono dentro questa sensazione di essere una unità di coscienza senza tuttavia riuscire a realizzare tale stato in modo stabile. Per generazioni l'uomo si chiese: chi sono io? Ma non riuscì a rispondere, perchè i suoi occhi riuscivano solo a guardare all’esterno, quindi pensò di cercare risposta alla sua domanda originale fuori di sè, ai confini del tempo e dello spazio, scoprendo le meccaniche della vita e perdendosi negli specchi del suo cervello, le infinite scatole in cui la coscienza si nasconde nel processo dell’evoluzione. E così invece di sviluppare la densità dell’autocoscienza, l’uomo per migliaia e migliaia di anni, continuò a sviluppare ai suoi massimi limiti la mente di terza densità. Ma tutto ciò non riusciva a colmare la sua ignoranza. Né le sue macchine, né le sue conoscenze, né i suoi sogni realizzati potevano sedare il vuoto interiore che sentiva crescere nel suo essere.

Fino a che un giorno un essere umano si fermò, era stanco di conoscere il mondo fuori di sé, stanco di cercare il piacere, stanco di tutto, così chiuse gli occhi... e si ritrovò. Nel silenzio della sua mente, riscoprì la pace dell’essere. Non c’era nulla da cercare, era già tutto lì! Era entrato in quarta densità cybernetica, la prima densità veramente sacra. E si ricordò di Sé... si accorse che dentro il suo essere c’era il divino ..."

 

Il salto quantico nel divino

È l’Io il centro della vostra vita. E' da esso che irradiano le cose che formano la totalità del vostro mondo, ed è in esso che queste convergono. Sebbene ognuno abbia come centro il proprio Io, voi tutti avete come centro lo stesso Io, che è l’unico Io di Dio.

"Così accade ancora oggi. Spontaneamente, o stimolati dai più evoluti, molti esseri umani entrano in quarta densità. Da quel momento, per ognuno di essi, le cose non sono più le stesse, e nel tempo quell’intensa consapevolezza di esistere, dapprima fluttuante, si cristallizza, diventando stabile coscienza di sé. E la coscienza così realizzata interiormente inizia a trasparire in ogni cosa, ogni animale, ogni pianta l'intera Terra diventa magicamente sacra.

La quarta densità è la vera natura umana. Se solo le nostre culture, che da millenni si combattono e ci trasmettono le logiche della divisione e del materialismo, lasciassero il passo ad una nuova cultura più libera e naturale, basata sulla cooperazione, la pace e il benessere globale, nel giro di pochi decenni l'umanità tutta entrerebbe spontaneamente in quarta densità. E ci sarebbe solo una umanità, una sola Terra, un Buddhafield planetario, un Villaggio Globale. Questo è il nostro destino, la nostra sfida globale: realizzare la Coscienza di Gaia. Quando si è in quarta densità tutte le parti del nostro essere iniziano a comunicare in modo unitario e coerente, si genera grande senso interiore perchè il nostro centro di coscienza è sostenuto e riconosciuto da tutte le unità Cyber di tutti i livelli del sistema. Tutte le cellule del corpo diventano co-creatrici della coscienza: è una sensazione di grande esultanza interiore, di celebrazione silenziosa. L'intero essere, sul piano fisico, energetico, mentale e spirituale, si muove all'unisono; e così avviene di riflesso anche nelle relazioni sociali.

Se anche solo un dieci per cento dell'umanità fosse in quarta densità, si creerebbe una tale reazione evolutiva a catena che porterebbe nel giro di pochi anni a generare le condizioni di Buddhafield planetario, porta sulla futura coscienza planetaria di quinta e sesta densità."


LA LUMINOSA QUINTA DENSITÀ' CYBERNETICA

IL PERIODO BLU ELETTRICO

Morii come pietra e divenni pianta.
Morii come pianta e divenni animale.
Morii come animale: ecco divenni uomo.
Perchè allora temere la morte? Divenni mai peggiore o migliore?
Una volta morrò come uomo e diverrò un essere fatto di luce,
un angelo del sogno.
La mia strada continua:
tutto, all'infuori di Dio scompare.
Io divento ciò che nessuno ha visto e udito.
Divento stella sopra le stelle
e splendo sopra la nascita e la morte.
Djalal el Din Rumi, mistico Sufi

Dalla parte degli Angeli

La coscienza è intessuta implicitamente in tutta la materia e la materia è intessuta dalla coscienza. David Bohm fisico quantistico

"Continuando a vivere nella dimensione interiore dell'autocoscienza a molti si aprono altre porte di percezione, molto più elevate e cariche di senso: la "quinta densità cybernetica".

È solo questione di tempo... e comprendi che in quello stato di coscienza la bellezza immanente in ogni unità dell’esistenza si manifesta nella sua luce vivente. Senti che tutta la vita è un unico infinito organismo, un’unica energia intelligente che pulsa in ogni essere. Luce e coscienza. L'intelligenza spirituale si evidenzia in ogni fenomeno della natura e del cosmo, si inizia a percepire l'anima della vita e le entità spirituali senza corpo fisico dei piani sottili come i Deva, gli elementali o i maestri spirituali.

Coloro che entrano stabilmente in questa densità desiderano parlare solo del divino; qualunque sia la loro professione essi lo trasformeranno in un canale spirituale. Le persone di quinta densità, in un mondo di terza, diventano degli strani, dei personaggi scomodi o poco tollerati, il loro estremo desiderio di esprimere la verità che percepiscono li porta a posizione spesso estreme o poco diplomatiche.

Purtroppo molti esseri a questo stato di evoluzione furono e sono uccisi o emarginati dalla massa degli uomini ancora fermi in terza densità... non poteva né può esserci, tra loro, reale comprensione o comunicazione... non più di quanto non c’è tra gli uomini e gli animali ancora in seconda densità.

Così si formarono e si formano le scuole spirituali, nelle quali gli esseri umani più sensibili e evoluti si ritirarono, sulle alte vette dell’Himalaya, o negli eremi sulle montagne, o nell’impeccabile normalità di una vita comune. I frutti maturi del genere umano. Questi esseri si riconoscono tra loro e grazie a loro l’evoluzione della coscienza continua a progredire."


 LA RARA SESTA DENSITÀ' CYBERNETICA

IL PERIODO COLOR INDACO LUCE

Ogni essere contiene in sé l'intero mondo intelligibile.
Il suo Tutto è dovunque.
Ciascuno è il suo Tutto, e Tutto è ciascuno.
Plotino

La coscienza planetaria di Gaia

Il Vedanta parla di sette piani in cui la coscienza si muove e opera. La coscienza dell’uomo ordinario si muove e lavora solo nei tre centri inferiori e si accontenta di soddisfare se stesso con i normali appetiti: mangiare, bere, dormire e procreare. Ma quando raggiunge il quarto centro dietro al cuore, l’uomo vede un divino splendore. Da questo stato tuttavia può ricadere nei primi tre livelli inferiori. Quando la coscienza raggiunge il quinto centro, posteriore alla gola, l’aspirante spirituale non può parlare di null’altro che di Dio... ma anche da questo stato può ricadere, e quindi deve essere particolarmente attento. Ma non dovrà avere nessun timore di cadere quando la coscienza raggiunge il sesto centro, allo stesso livello della giunzione delle sopraciglia. Egli avrà la visione della Paramatman, la coscienza universale e resterà sempre in Samadhi. La sua coscienza non sarà tuttavia fusa nella Paramatman in quanto c’è ancora un velo trasparente tra il sesto e il Sahasrar, il centro più elevato. Shri Ramakrishna

"La sesta densità corrisponde alla coscienza di Gaia, alla completa fusione della propria coscienza con la rete di tutte le forme viventi, di prima, seconda, terza, quarta, quinta e sesta densità. E' l'Internet che connette le infinite coscienze in una sola coscienza planetaria.

Ogni individuo che penetra, come San Francesco, nella sesta densità, vive come se ogni cosa, dall'acqua al sole, dalla luna alla terra diventasse come fratello e sorella, parti di un'unica sacra famiglia cosmica. Ogni individuo in sesta densità è come un punto di coscienza che si connette ad alla rete unitaria di Gaia, aumentandone la densità, la complessità e la luminosità. La loro luce si moltiplica esponenzialmente.

Anch'io penetrai il velo di inconsapevolezza e, perso nella vasta luce della meditazione, realizzai la "sesta densità cybernetica": seppi che quella era la mia vera vita, la mia reale natura, che ero uno con l'immensa Terra Vivente e lo ero sempre stato. Desiderai di non più ritornare alla coscienza delle densità inferiori, ma la mia evoluzione non era ancora sufficientemente matura per stabilizzare questo salto. Vissi più volte questo oceano di intelligenza, penetrando questa realtà in modi differenti, mi sentii rapito dalla sua vastità, dalla sua bellezza, e nel silenzio capii che la mia vita sarebbe stata per sempre dedicata alla realizzazione di questo livello, che chiamano Dio, per me e per ogni essere senziente. Tornato alla mia normale densità, mi sentii carico della stessa potenza che fa girare il nostro pianeta, ma anche totalmente fragile e inadeguato alla sua altezza e al compito, mi sentii pieno d'amore impersonale e creativo, e miserabile nei miei angusti limiti mentali, nelle mie rabbie e nei miei piccoli bisogni."

 

Cambiamento di stato planetario

Nel profondo la coscienza dell'umanità è una. Questo è virtualmente una certezza perchè anche nel vuoto la materia è una... Se non stabiliamo queste frontiere assolute fra le menti, allora... è concepibile che esse possano unirsi in una sola mente. David Bohm

"Nella mia difficile posizione, a cavallo tra la visione mistica planetaria e la mia estrema fragilità umana, compresi perchè i grandi maestri hanno creato dei Buddhafield intorno a loro, per permettere ai veri ricercatori di non disperdere la loro coscienza nella guerra quotidiana per la competizione e di moltiplicare invece le loro esperienze, scambiandosi amore e consapevolezza in ogni istante della giornata e della vita. Il Buddhafield non è come una città, in cui ogni persona è isolata e vive per se stessa, ma piuttosto come un organismo, un’organica unità che vive e cresce in modo globale. Nel Buddhafield sei realmente legato ad ogni altro essere umano da un senso comune profondo, da un sottile filo dorato che ti connette cuore a cuore, anima ad anima.

Desiderai vivere in un simile luogo che abbracciasse l'intero pianeta. Ma bisognava crearne le basi, i presupposti esperienziali, culturali e scientifici. Così nacque Cyber, strumento di conoscenza olistica, che, giocando tra vissuto, logica e intuizione, apre le porte della percezione superiore.

Ora come non mai l’opera da compiere è la nostra! Alfieri senza bandiera e senza patria. Avanguardie di un pianeta senza divisioni... molti sentono che i tempi sono prossimi... proprio perchè ora incombe la crisi ecosistemica globale, e la decisione deve essere presa. Innumerevoli sono coloro che desiderano entrare nelle densità più elevate della coscienza... si avvicina un momento critico, come quando l’acqua è a 99 gradi e d'improvviso... evapora... cambia di stato. Come il salto quantico dell’elettrone da un livello inferiore ad uno superiore. Così la coscienza planetaria sta arrivando al suo grande salto evolutivo, dalla coscienza individuale alla coscienza di Gaia: la sesta densità cybernetica."

"Ora comprendo tante cose - disse Alice con lo sguardo rivolto al suo profondo - quando non riuscivo a farmi capire... quando mi sentivo estranea... Ho anche pensato di essere io sbagliata, di essere anormale... invece... sono solo troppo sensibile... È così... vero Kermit?"

"Sì Alice... si nasce già così, da altre vite, passate nella gioia del silenzio, nella pace del tuo essere quando è in stato fluido con l’intera esistenza... ma si può andare ancora avanti... trasmettere... amare."


 L’INDICIBILE SETTIMA DENSITÀ CIBERNETICA

IL PERIODO VIOLA BRILLANTE

"Gaté, gaté,
paragaté, parasamgaté,
bodhi svaha!"
Andato, andato,
andato all’Altra Sponda,
completamente svanito nell’Altra Sponda,
o Risveglio, salve!

La cessazione della fiamma

Il Cielo e la Terra sono di una bellezza maestosa, ma non ne parlano; le quattro stagioni si succedono secondo una legge evidente, ma non ne discutono; a tutti gli esseri presiede un ordine costitutivo, ma essi non lo formulano. Il santo va alle origini della bellezza della Terra e del Cielo e penetra l’ordine costitutivo di tutti gli esseri... Qualcosa di supremamente divino e luminoso si trasforma con le cento metamorfosi del mondo. Gli esseri di quaggiù sono sottomessi fin dalle origini alle metamorfosi in morte e in vita, in quadrato e in circolo, e ignorano la loro comune radice; perché è così che questi esseri esistono naturalmente dall’Antichità ai nostri giorni. Lo spazio che si trova tra i sei punti cardinali, benché immenso, è contenuto in Lui; la lanuggine autunnale benché minuscola riceve la sua forma da Lui. Tutti gli esseri scompaiono e appaiono e si rinnovano incessantemente nel corso della loro vita. L’oscurità e la luce e le quattro stagioni si alternano secondo un ordine regolare. Tenebrosa e sfuggente, é l’esistenza stessa; in origine senza forma é trascendente.

Tutti gli esseri del mondo che lo posseggono in sé, ignorano tuttavia la sua esistenza. Viene chiamato la radice dell’universo. Colui che conosce questa radice comune é degno di osservare il Cielo. Chuang-tzu

"E individualmente poi qualcuno si avventura anche oltre la vasta coscienza planetaria, nell'infinito dominio della coscienza cosmica, dove ogni cosa è legata al Tutto. E in quella "settima densità cybernetica", riconosce in sé il seme... l’ologramma dell’intera informazione dell’albero della vita, l’intero schema del processo evolutivo in potenziale.

E guardandosi dentro, non trova più nessun io, nessun sé o centro: tutto è unito in un unico flusso, come un’onda dell’immenso oceano dell’esistenza, e vi è solo coscienza di essere cosciente... e conosce, in quella densità senza tempo, la coscienza del Tutto, e il suo spirito si allarga in essa, e vede le sue origini, su e giù dall’albero della coscienza, fino a che anche la coscienza non si ferma, placandosi nel silenzio delle origini.

La sua coscienza si ritrova nell’oceano di silenzio primordiale, non conosciuto nè conoscibile, come all’inizio, perchè il vuoto è oltre lo spazio e il tempo. Ed è sempre lì, eternamente presente.

E tutto si ricongiunge a sé ....come un serpente che si morde la coda.

Ma di più non voglio parlare perchè solo attimi di intuizione mi sono conosciuti di questa densità trascendente. Qui vivono i Buddha, gli Illuminati."

Così Kermit tacque, con uno sguardo profondo e vuoto, e, dopo alcuni istanti, chiuse gli occhi dolcemente... la luce della sera era calda e dorata.

Alice si sedette accanto a lui e furono un unico silenzio, mentre la grande vita respirava girando intorno a loro.

 

E sentii la mia vita confusa col gran tutto.
Pascoli

 

Fine

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