PREMARTHA: Nel corso dei 15 anni in cui ho condotto gruppi di
Primal, ho potuto osservare un graduale cambiamento nel modo di percepire le tematiche
associate allinfanzia. La Primal che originariamente imparai conteneva in sé giá
tutti gli ingredienti dell´approccio attuale, ma la sua "rozzezza" iniziale é
stata col tempo sottoposta a un processo di raffinamento e trasformazione. Forse ciò é
accaduto perché i tempi sono cambiati,e forse anche perché la nostra comprensione del
lavoro si é approfondita. La "rozzezza" iniziale ha contribuito a grandi
esperienze di apertura: saltare nelle fiamme e sopravvivere é sicuramente
unesperienza unica! Molti, in questi primi anni, hanno tratto enorme beneficio da
questo lavoro d´"assalto" al loro passato.
Svarup ed io abbiamo lavorato per parecchio tempo nello stesso
campo, direi almeno 10 anni. Ci piace molto viaggiare per il mondo, da centro a centro, e
condurre assieme gruppi di Primal e di Tantra. A Poona, conduciamo ,ognuno per conto
proprio assieme ad altri amici, il gruppo Fresh Beginnings.
Quando, dopo qualche anno di soggiorno quasi ininterrotto a Poona,
decidemmo di rimanere a lavorare in Occidente per periodi di tempo più lunghi, ci
rendemmo conto della necessità di modificare il nostro modo di lavorare. Scoprimmo che la
gente richiedeva un tipo di approccio diverso, con maggior spazio per la comprensione dei
meccanismi che avevano determinato il loro comportamento attuale. E, inoltre, ci rendemmo
conto che molti preferivano esplorare la loro infanzia non nel contesto di un gruppo, ma
piú a livello di sessioni individuali..
Innanzitutto, decidemmo di dar piú spazio al bambino. Il bambino
che eravamo stati un tempo, ma anche il bambino che ancor oggi viveva dentro di noi. E
invece di rievocare, nello stile della Primal originaria, le situazioni traumatiche
dell´infanzia, assumendoci il ruolo delle autoritá del passato e provocando cosí le
emozioni represse del cliente, decidemmo con grosso sollievo di essere presenti in un modo
nuovo: come supporto amorevole e incondizionato per il bambino.
In secondo luogo, ci rendemmo conto dell´importanza di iniziare
l´esplorazione della propria infanzia attraverso l´incontro con il bambino interiore.
All´inizio del viaggio, era necessario avere l´esperienza diretta della propria
connessione con questo bambino, qualsiasi essa fosse: amore, amicizia, compassione, o
forse alienazione, indifferenza o anche addirittura ostilitá. Ed era importante anche
scoprire cosa sentisse il bambino dentro di noi nell´incontrarci come adulti. Ció ci
diede il permesso di lavorare con ció che si manifestava in questo incontro, invece di
cercare di portare la gente a sentire o vedere ció che magari sembrava a noi giusto. Ció
a volte comportava grosse sorprese, a volte anche scioccanti.
SVARUP: Quando arrivai da Osho, mi sentivo ben lontana e al
sicuro dalle terapie di Primal, a quel tempo per lo piú catartiche e intense. Non mi
passava affatto per la mente che il fatto che la mia attrazione al Sannyas (discepolato)
attraverso la Meditazione Dinamica e la facilità con la quale I Sannyasin si
abbracciavano e danzavano, avesse qualcosa a che fare con la mia "bambina
Interiore". La mia era stata uninfanzia relativamente "protetta", in
un ambito di apertura e tolleranza, con genitori intellettuali e la possibilità di
discutere ragionevolmente con loro tutto ció che mi poteva turbare. E, inoltre, avevo
avuto il mio training di terapia, inizialmente con gli Junghiani (di cui...mio padre!
faceva parte) e poi con R.D.Laing a Londra. Avevo imparato ad empatizzare con I "meno
fortunati", che avevano avuto un´infanzia veramente traumatica.
Quando, dopo qualche anno di esitazione e altre esperienze nel
contesto del Buddhafield, decisi di partecipare alle terapie- nel frattempo raffinatesi-
sull´infanzia offerte nella Comune, iniziai a contattare dentro di me una realtá
diversa.
La mia "bambina interiore" era affamata d´amore, e aveva
costantemente paura di sbagliare e venir ridicolizzata o esclusa. Aveva difficoltá ad
essere spontanea e a condividere spazi di intimitá e sensualitá con gli altri. Si
vergognava profondamente della sua irrazionalitá, emotivitá, lacrime e rabbia. Tutto
ció era coperto da una personalitá "funzionante", "intelligente" e
"comprensiva". La mia parte "adulta", sinceramente alla ricerca di un
modo diverso di vivere e relazionare, non si rendeva conto di star ripetendo in qualche
modo l´atteggiamento "ben intenzionato" nei miei confronti
dei miei genitori: non riconosceva I bisogni di questa bambina, e
continuava ad accumulare conoscenza e alienazione al tempo stesso.
Mi resi conto dell´importanza di rivivere le emozioni di questa
bambina, e che l´espressione di queste emozioni apriva una porta alla dimensione
dell´amore e dell´essere. Ancor oggi, ogni volta che riconosco in me la necessitá di
dare spazio a ció che la bambina sente, e mi assumo la responsabilitá di prendermelo, mi
ritrovo a varcare una soglia in una realtá diversa, in cui divento piú fiduciosa e
ricettiva alla miriade di possibilitá che la vita ha in serbo per me.
In questo contesto, é cresciuta in me la passione per il lavoro
sulle tematiche dell´infanzia e dell´adolescenza, che mi ha portato a condurre gruppi di
Primal e sul decondizionamento della sessualitá. E da ció, é nata l´ispirazione a
creare assieme a Premartha l´Osho Childhood Deconditioning (Osho Decondizionamento
dell´Infanzia), l´esperienza del viaggio alla riscoperta del "bambino
interiore".
PREMARTHA: Da qui cominciammo ad integrare in questo processo la
visione di Osho sull´importanza dei primi sette anni della nostra vita come base di tutto
il nostro condizionamento. Cosí, decidemmo di creare un processo che si muoveva
all´indietro nel tempo, che ci desse la possibilitá di toccare gli strati piú profondi
dei nostri traumi e ferite, ma anche i livelli piú essenziali della magia, meraviglia e
silenzio che appartenevano alla nostra natura originaria. Questo processo si muoveva passo
dopo passo attraverso le varie tappe dello sviluppo del bambino, sbucciando i vari strati
fino a raggiungere il centro. E, inoltre, ci rendevamo conto che ognuno di noi ha un modo
diverso per entrare in contatto con il proprio mondo interiore: perció, decidemmo di
adottare una varietá di metodi che potevano adattarsi alle necessitá di persone diverse
l´una dall´altra. Le tecniche variavano dalla Gestalt, al lavoro sul corpo, alla trance,
alla respirazione, al lavoro di Primal, e al tempo stesso miravano tutte alla riscoperta
della dimensione dell´infanzia.
SVARUP: Strato dopo strato, andiamo insieme indietro nel tempo
(dai 7 anni fino al momento prima del concepimento), sfrondando tutto ció che é stato
sovraimposto alla nostra natura originaria. Per alcuni, come per esempio per me, il
condizionamento piú massiccio é avvenuto all´epoca in cui ci é stato impedito (sia con
ragionevolezza che con violenza) di esplorare, prendere rischi, dire di no. Per altri, la
ferita risale a un periodo piú lontano: il rifiuto, la negligenza, la mancanza di amore e
di contatto fisico sin dalla culla. O per altri ancora, il trauma avvenne piú tardi, ed
é tangibile e chiaro: abuso, invasione nel periodo della scoperta della propria identitá
sessuale.
Alla conclusione di questo viaggio all´indietro, ci ritroviamo al
momento del concepimento. in questa esperienza, é come assaporare, toccare per un istante
il senso originario di sé, la pulsione che ci ha portato a nascere, perderci nella vita,
per poi nuovamente muoverci alla ricerca di noi stessi.
PREMARTHA: Il risultato di questa nuova creativitá ha preso di
sorpresa anche noi. Da un momento all´altro, ci siamo resi conto di avere tra le mani un
processo completo in sé, che poteva venire applicato sia al lavoro di gruppo che al
lavoro individuale. E che inoltre, questo metodo poteva venire insegnato ad altri, sia
come tecnica in sé, sia come supporto ad altri tipi di terapia.
La nostra offerta é stata accolta in modo incredibile. Potremmo
lavorare ininterrottamente, sia a Poona che in Occidente, solo con l´ammontare di
richieste di sessioni individuali. Fortunatamente, Svarup ed io abbiamo in noi anche una
buona parte di "pigrizia", che ama rilassarsi al mare, e godere di spazi di
essere, senza far nulla.E ci rendemmo conto che , per salvaguardare il bisogno del bambino
dentro di me e della bambina interiore di Svarup di aver tempo anche per godere della
vita, dovevamo anche iniziare a trasmettere questa nostra esperienza. Dopotutto, la gioia
di passarle questo metodo ad altri é anche un regalo per noi. E´un po´come un parto, e
adesso che il bambino sta crescendo, dobbiamo lasciarlo andare, in modo che cresca nella
sua direzione.
SVARUP: Spesso ho sentito Osho dire "Ti tolgo ció che non
ti é mai appartenuto, e ti dó ció che é tuo da sempre". In questo contesto, il
processo continua al di lá della terapia: la riscoperta di ció che é mio, tuo, da
sempre, é possibile solo attraverso le costanti sfide che la vita ci offre.
E la mia bambina, mano nella mano con l´adulta, é felice di poter
sbagliare, provare, cercare in questo mondo cosí variopinto.
Premartha e Svarup terranno i seguenti gruppi al Villaggio Globale
di Bagni di Lucca:
3-7 Giugno: Primal "La Guarigione del Bambino Interiore"
con Premartha e Svarup (segue "Guarigione Tantrica")