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STORIA DEI BAGNI DI LUCCA

"TERRA DI PRINCIPI E POETI"

di Massimo Betti


"Il Paradiso Terrestre". Questo fu il termine con cui il famosissimo anatomista Gabriele Falloppio, nel 1556, definì Bagni di Lucca e le sue terme.

Ma la storia di questo luogo è nata molto prima. Qui si trovano ancora reperti liguri e etruschi, e i Romani, dominatori del mondo e grandi estimatori delle terme, frequentarono a lungo questo luogo, anche a seguito di Giulio Cesare che fondò a Lucca il suo primo triumvirato con Pompeo e Crasso nel 56 a.C.. Succedutesi alle invasioni gotiche quelle dei Longobardi, la terra di Corsena, cosiddetta a quell'epoca, venne concessa in feudo dai primissimi duchi di Lucca ai vescovi della città.

Il primo documento conosciuto risale al 983 e parla di come il vescovo Teudogrimo affidasse il territorio al visconte Fraolmo de'Corvaresi.

Sembra poi che la famosa contessa Matilde di Canossa, governatrice di Lucca, avesse fatto costruire il suggestivo Ponte del Diavolo, nel 1101, per facilitare l'accesso alle cure termali. La fama di queste acque era sempre in crescita al punto che Federico II, detto il Barbarossa, nel 1245 seguì appositamente la via dei monti scendendo in Italia per usufruire di queste cure.

Qui furono fatti i primi studi clinici esistenti sulle virtù delle acque da Gentile da Foligno che, nel 1340, assegnava loro il posto d'onore in Italia. Da allora in poi fu un susseguirsi di riconoscimenti da parte dei più illustri medici italiani e europei. Ugolino da Montecatini nel 1417, Gian Michele Savonarola, padre di fra' Girolamo, nel 1440, e poi ancora avanti, fino al 1500, quando furono fatti moltissimi ampliamenti agli stabilimenti termali, nell'epoca in cui il Duca di Ferrara ordinava a Ludovico Ariosto, allora governatore della Garfagnana, ben dieci some dell'acqua della Villa come bevanda salutare e l'Arciduca Ferdinando d'Austria, nel 1570, se la faceva inviare sino alla sua residenza di Innsbruck.

"Viaggiavasi.... affin per valersi delle acque minerali e termali.... ove Karlsbad, Spa, Baden (Svizzera), Vichy e Plombières offrivano ai visitatori tali comodi che, ad eccezione dei Bagni di Lucca, mancavano nel rimanente della penisola [italiana n.d.r.]..." Così è riportato in un libro di viaggi cinquecentesco e, non per nulla, ben due pontefici (Sisto IV e V) furono fra gli importanti ospiti dell'epoca.

Michel de Montaigne, il personaggio più importante della Francia dopo il re, afflitto da gravi problemi di calcoli renali li risolse venendo a curarsi ai Bagni di Lucca nel 1580, dopo aver provato inutilmente gli altri stabilimenti europei, e ne tratta diffusamente nel suo notorio "Journal de Voyage". Da allora in poi l'elenco dei visitatori illustri si fa interminabile.

Oltre a rappresentanti di tutte le case regnanti in Europa e in Italia annoveriamo, tra i musicisti: Gioacchino Rossini, Franz Liszt (che tenne al Casinò un memorabile concerto), Johann Strauss, Niccolò Paganini, Puccini (che scrisse il "Vexilla" appositamente per la chiesa di Corsena), Mascagni.

Tra i poeti e gli scrittori: Lord Byron, Percy Bisshe Shelley (che annotò "Qui è più splendido dei Colli Euganei" e la moglie Mary scrisse al Bagno alla Villa alcune pagine di "Frankenstein"), Robert e Elisabeth Browning (che lo definirono "Un posto bello e gioioso.. molto verde e pittoresco" e scrissero qui i "Sonetti dal Portoghese"), Charles Lever, Vincenzo Monti (scrisse una poesia sulle virtù delle acque), Giuseppe Giusti, Alessandro Dumas padre (scrisse una poesia sull'atmosfera magica di Bagni di Lucca), Alfonse de Lamartine (che proclamò le valli del Serchio e della Lima "L'Arcadia d'Italia"), Giosuè Carducci (affermò "Qui tutto è fiamma e azzurro"), Einrich Heine ("Una valle più incantevole io non l'ho mai trovata..."), Louise de la Ramée (in arte Ouida) che qui volle essere sepolta, Henry James, Eugenio Montale (che scrisse una poesia sui Bagni di Lucca).

Tra i politici e i militari: il principe di Metternich ("Posso paragonare il luogo con la Stiria, ma abbellita con la vegetazione italiana"), l'ammiraglio Radetzky, i Napoleonidi, Massimo D'Azeglio, Galeazzo Ciano.

Il periodo di maggior fulgore fu l'800. Nel 1811 furono edificate le Scuderie e la Villa Reale, nel 1825 fu costruito l'Ospedale Demidoff, nel 1837 il Casinò Reale (l'autorizzazione al gioco d'azzardo presso le terme è però molto precedente, consacrando la località come il più antico Casinò d'Europa), nel 1845 la Chiesa Inglese e il cimitero di religione protestante (sottolineando l'estrema apertura culturale internazionale del luogo, pur collocato sul territorio della cattolicissima Lucca).

Un lento declino, quasi un letargo, si è impadronito di questi luoghi negli ultimi 100 anni. Le illustri frequentazioni sono andate scemando e l'economia si è indirizzata verso lo sviluppo dell'artigianato. Gli eredi di quei primi artigiani, alcuni dei quali avevano iniziato il mestiere già due secoli orsono, hanno raggiunto un notevole successo, al punto che oggi il "figurinaio lucchese" che poi è di Bagni di Lucca, con le sue figure e i suoi presepi fabbricati in cartapesta, gesso, plastica o resina, esporta ovunque, dalle Americhe, all'Oriente, all'Australia.

La quiescenza nel mercato turistico e termale di questi ultimi anni, anche se ci ha fatto perdere molte opportunità, ha tuttavia evitato i vandalismi architettonici di cui sono state preda molte località oggi in voga, e questo ci permette di ripartire in condizioni sicuramente di trascuratezza, ma su strutture architettonicamente integre.

Non bisogna poi dimenticare che, oltre al fondovalle, esistono ben 21 paesi montani, di origine altomedioevale, sparsi su un territorio di oltre 16.000 ettari che ne fanno il comune montano più vasto d'Italia.

Tutti questi paesi sono ricchi di storia, architettura, tradizioni culturali e contadine molto diverse l'una dall'altra, immersi in una natura rigogliosa e molto sviluppata sotto l'aspetto botanico, micologico e zoologico. Luoghi suggestivi come l'Orrido di Botri, il Pratofiorito, il Balzo Nero, la Penna di Lucchio, le Strette di Cocciglia, sono meta continua di geologi e naturalisti. Il territorio è ricchissimo di funghi e specie botaniche insolite e di una fauna molto varia che comprende cinghiali, daini, lupi, volpi, falchi, aquile, scoiattoli. Gli appassionati possono camminare ore ed ore in territori dove non si avverte il passaggio dell'uomo. Non dimentichiamo poi i pozzi naturali di acqua cristallina molto frequentati durante la calura estiva, le discese vorticose nel torrente Lima per appassionati di rafting e canoa, i numerosi sentieri appenninici panoramici per trekking e mountain byke; le vette da cui ci si può dilettare con il parapendio.

Se a tutto questo aggiungiamo la mitezza del clima, mai troppo caldo d'estate o troppo freddo d'inverno, e la cordialità degli abitanti, credo che la definizione iniziale del Falloppio non sia andata troppo lontano dalla realtà.

 


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