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Il
Modello Cyber e la nuova teoria sull'Evoluzione
In questo momento storico di grandi
cambiamenti una nuova visione della teoria evoluzionistica che dia valore allo sforzo
individuale di ogni organismo vivente potrebbe essere di immensa importanza per
comprendere il salto evolutivo di consapevolezza che l'umanità si appresta a compiere per
riformulare una civiltà in termini planetari, ecosostenibili e pacifici. Da troppo tempo
nella scienza esiste solo la realta fisica o esplicata, mentre la dimensione implicata o
di coscienza è negata e rimossa; sono persuaso che solo una scienza che sappia integrare
queste dimensioni possa essere di reale utilità all'essere umano senza diventare
pericolosa o distruttiva per l'intero ecosistema.
Per ricodificare l'intero processo
evolutivo occorrono due ordini di pensiero: primo comprendere i limiti della teoria
neodarwiniana e ovviamente i limiti delle teorie che ad essa si sono opposte senza
successo, secondo ricodificare gli stessi processi e fenomeni con differenti linguaggi e
modelli.
Sintetizzando possiamo dire che la teoria
neodarwiniana si basa completamente sul caso in quanto, sulla base della dicotomia
cartesiana tra materia e spirito, considera ogni essere vivente in termini puramente
fisici (senza coscienza o intelligenza) e secondo in quanto non ha ancora raggiunto un
sufficiente livello di comprensione delle logiche di come l'esperienza ricodifichi il DNA
e l'RNA e lo trasmetta ereditariamente.
Ricordando che tale trasmissione
dell'esperienza acquisita è ampiamente riconosciuta a livello di cellulule del sistema
immunitario, che, dopo aver codificato la forma tridimensionale di una proteina estranea
creando uno stampo speculare trasmettono questa informazione al loro codice genetico e
quindi permettono la riproduzione di intere popolazioni dotate di caratteristiche
antigeniche specifiche. Questi dati mostrano in modo inequivocabile che
1) l'esperienza individuale viene trasmessa geneticamente,
2) che l'informazione acquisita e trasmessa è frutto di una logica estremamente
intelligente, complessa, determinata e finalizzata.
La maggior parte delle teoria vitaliste o
teleologiche dell'evoluzione, benchè intuissero il valore della spinta interna e della
coscienza intelligente che anima in ogni organismo il processo di sporavvivenza, crescita
ed evoluzione, erano ancora troppo filosofiche nel loro approccio per essere accettate in
termini scientifici ( l"'E'lan vital" di Henri Bergson, o la
"Noosfera" di Teillard de Chardin) e, come nel caso di Lamark troppo
semplicistiche: "la funzione crea l'organo", in cui sembra che i caratteri
trasmessi crescano come i muscoli di un atleta che fa fitness.
Sia le convinzioni neodarwiniste che
vitaliste posseggono comunque una serie di evidenti ragioni e una loro corretta logica.
Con un linguaggio e con dei modelli opportuni è possibile integrare le differenti teorie
in una visione evolutiva che possa considerare sia la casualità che l'intelligenza e
finalità di alcune mutazioni.
La proposta sintetica deve prendere in
considerazione una serie di modelli e logiche che permettano di utilizzare concetti
complessi come adattabilità, intelligenza, memoria, comunicazione, coscienza con un
linguaggio scientifico. La teoria generale dei sistemi di Von Bertalaffi, le strutture
dissipative e i sistemi lontani dall'equilibrio di Ilya Prigogine, la coevoluzione di
Jantsch, l'impostazione informatica di Manfred Eigen, le teorie della superradianza e
della coerenza dei fisici Giuliano Preparata ed Emilio del Giudice, il concetto di campo
psi e di vuoto subquantistico di Ervin Laszlo, il concetto di intelligenza attiva e di
meaning di David Bohm e il modello Cyber da me elaborato, permetterebbero di iniziare un
lavoro collettivo interdisciplinare di ricodifica dell'intero processo evolutivo in
termini non "casuali" ma "significativi".
Il modello Cyber è stato espressamente
concepito per offrire una via d'uscita dalla ristrettezza intellettuale della teoria
noedarwiniana. Essa può facilmente essere superata quando ogni organismo vivente venga
considerato nel suo aspetto biochimico-genetico come un "sistema coerente di
informazioni" o "campo unitario di informazioni" che possiede un suo centro
di elaborazione, conoscenza e gestione e informazioni del sistema stesso, che possiamo
identificare con l'individualità, o soggettività o self di quel singolo essere, e che
tecnicamente chiamiamo "unità cibernetica di coscienza" o Cyber, dove coscienza
viene definita come "capacità di comprendere il significato o senso
dell'informazione" ricordando che ogni energia, chimica, metabolica,
elettromagnetica, luminosa, auditiva ecc, è interpretabile come informzione, flussi di
informazione, comunicazione. Questa definizione permette di ridurre i delicati processi
psichici in termini cognitivi.
Così interpretato l'organismo perde ogni
possibile dicotomia, in quanto ogni energia o struttura fisica del suo sistema è già
interpretata come informazione strutturale o circolante e quindi ogni qualsivoglia
processo biochimico è già un processo informatico che presuppone una certa
"coscienza cibernetica" . A questo punto in codice genetico diventa realmente
una banca di conoscenza, una memoria fisica di quell'essere vivente che contiene e
continuamente elabora e gestisce miliardi di informazioni al secondo in modo efficiente,
unitario e altamente finalizzato alla stabilità del proprio sistema. Le conoscenze che
offrono più soluzioni adattative si selezionano sulle altre. Quì il concetto di
"selezione naturale" acquisisce un nuovo senso di intelligenza e di ricerca di
conoscenza più ampia ed utile e gli organismi viventi assumono un valore più profondo e
quindi un maggior rispetto e attenzione da perte della scienza.
Il processo evolutivo diventerebbe un
processo di aumento della conoscenza, un processo cognitivo in cui l'informazione
dell'esperienza individuale diventa una conoscenza memorizzata e trasmessa fino a
diventare collettiva.
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QUESTO PROGETTO E' STATO
COFINANZIATO DALLA COMUNITA' EUROPEA
F.E.S.R. Fondo Europeo di Sviluppo Regionale |
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